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Risultati della ricerca per: “Previdenza e sicurezza sociale”

Sono state trovate 381 decisioni - pagina Pagina 5 di 39

10/7/2019 - Italiana - Civile - Merito
La recente modifica avvenuta ad opera del d.l. 113/18 convertito in l. n. 132/18 in cui è stabilito che il permesso di soggiorno per richiesta asilo, pur essendo considerato documento di riconoscimento, non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica, non influisce sulla richiesta di iscrizione al servizio sanitario nazionale. L’art. 34, c. 1, del TUI ne riconosce il diritto, con parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti e doveri rispetto ai cittadini italiani, anche agli stranieri richiedenti asilo. In carenza del requisito dell’iscrizione anagrafica, stabilisce l’art....
Tribunale di Napoli Nord, sez. lavoro, 10 luglio 2019, n. 40687

9/7/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
Il cittadino straniero a cui è stato appena rilasciato il titolo di soggiorno non ha diritto al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. La Corte di cassazione, seguendo il percorso ermeneutico di numerose decisioni della Corte costituzionale secondo cui da un lato è manifestamente irragionevole subordinare l'attribuzione di prestazioni assistenziali al possesso della carta di soggiorno che richiede, per il suo rilascio, tra l'altro, la titolarità di un determinato reddito; dall’altro lato occorre tener presente che rimane ferma la necessità di un soggiorno regolare sul terri...
Corte di cassazione, sez. lavoro, 9 luglio 2019, n. 18398

5/7/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
L’allontanamento temporaneo della cittadina straniera titolare dell’assegno sociale dall’anno 2005, non ne può determinare la revoca per il periodo di assenza dal territorio italiano. Non trova applicazione l’art. 20, co. 10, del d.l. 112/2008 convertito in l. 133/2008, che ha introdotto il requisito del soggiorno regolare in via continuativa per almeno dieci anni sul territorio a decorrere dal 1 gennaio 2009, per le prestazioni assistenziali riconosciute in data antecedente. D’altro canto, poi, la residenza, è determinata dalla abituale e volontaria dimora di una persona in un dat...
Corte di cassazione, sez. lavoro, sentenza del 5 luglio 2019, n. 18189

25/6/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
Non è discriminatoria la previsione legislativa che subordina l’erogazione dell’assegno sociale per i cittadini stranieri al requisito del soggiorno legale per almeno dieci anni sul territorio nazionale. Il beneficio de quo, rivolgendosi a chiunque abbia compiuto 65 anni di età, persegue finalità peculiari e diverse rispetto a quelle proprie delle misure di assistenza legate alla tutela di bisogni primari della persona che non tollerano discriminazioni correlate al radicamento territoriale. Il legislatore – come ha chiarito in maniera costante la giurisprudenza, anche di legittimità ...
Corte di cassazione, sez. Lavoro, 25 giugno 2019, n. 16990

17/6/2019 - Italiana - Costituzionale - Autorità varie
Deve essere sollevata dinanzi la Corte costituzionale la questione di legittimità dell’art. 1 della legge 190/2014 in relazione agli artt. 3, 31 e 117 c. 1 Cost., artt. 20, 21, 24, 31 e 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nella parte in cui prevede, ai fini dell’erogazione dell’assegno di natalità ai cittadini extra-UE, la titolarità del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, anziché la titolarità del permesso di soggiorno e di lavoro di durata non inferiore ad un anno, in applicazione della disposizione generale contenuta nell’art. ...
Corte di cassazione, sez. lavoro, 17 giugno 2019, n. 16172

6/6/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
L’articolo 87, paragrafo 8, del regolamento (CE) n. 883/2004 modificato dal regolamento(CE) n. 988/2009, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, deve essere interpretato nel senso che ad una persona che, alla data di applicazione del regolamento n. 883/2004, esercitasse un’attività subordinata in uno Stato membro e un’attività autonoma in un altro Stato membro, simultaneamente assoggettata alle legislazioni applicabili in materia di sicurezza sociale di tali due Stati membri, si applica la legislazione di un solo Stato membro, senza che sia stata presentata previa...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. VI, sentenza del 6 giugno 2019 nella causa C-33/18

4/6/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
Ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno sociale da parte di straniero titolare di permesso di soggiorno UE, non è richiesto, al momento della relativa domanda amministrativa, il requisito della residenza in aggiunta al possesso della carta di soggiorno. Infatti il titolo di soggiorno richiesto dal legislatore è di per sé comprovante la presenza stabile e non episodica sul territorio italiano, ha lo stesso valore della residenza per il cittadino italiano ed è quindi da ritenersi requisito alternativo e non aggiuntivo, diversamente da quanto ritenuto dal Giudice di merito ad avv...
Corte di cassazione, sez. lavoro, 4 giugno 2019, n. 15170

1/4/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
La Corte di cassazione invoca la Corte di giustizia ai sensi dell’art. 267 TFUE, affinché si pronunci, in via pregiudiziale, sulla seguente questione: «se l'art. 12, paragrafo 1 lett. e) della direttiva 2011/98/ del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, nonché il principio di parità di trattamento tra titolari del permesso unico di soggiorno e di lavoro e cittadini nazionali, debbano essere interpretati nel senso che ostano a una legislazione nazionale in base alla quale, al contrario di quanto previsto per i cittadini dello Stato membro, nel computo degli appartenent...
Corte di cassazione, sez. lavoro, 1 aprile 2019, n. 9022

15/3/2019 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
Inammissibile è la questione di legittimità costituzionale così come prospettata dal Tribunale remittente in ordine ai requisiti previsti dall’art. 74, c. 1, d.lgs. 151/01 per l’ottenimento dell’assegno di maternità. L’ordinanza si riferisce genericamente ed erroneamente a «norme di principio, espresse in direttive, e alle quali l’Italia ha comunque dato attuazione (proprio con la legge 97/2013)», richiamando così indirettamente e impropriamente solo la normativa relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, non riferibile alla cont...
Corte costituzionale, ordinanza 15 marzo 2019, n. 52

15/3/2019 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
La giurisprudenza costituzionale ha già chiarito che entro i limiti consentiti dall’art. 11 della direttiva 25 novembre 2003, n. 2003/109/CE e comunque nel rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo assicurati dalla Costituzione e dalla normativa internazionale, il legislatore può riservare talune prestazioni assistenziali ai soli cittadini e alle persone ad essi equiparate soggiornanti in Italia, il cui status vale di per sé a generare un adeguato nesso tra la partecipazione alla organizzazione politica, economica e sociale della Repubblica, e l’erogazione della provvidenza. Le...
Corte costituzionale, sentenza 15 marzo 2019, n. 50