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Risultati della ricerca per: “Previdenza e sicurezza sociale”

Sono state trovate 383 decisioni - pagina Pagina 8 di 39

11/5/2017 - Italiana - Civile - Merito
Prevedendo l’art. 20, comma 10, d.l. n. 112/2008, convertito con modifiche in legge n. 133/2008, la corresponsione dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, a condizione che l’interessato abbia soggiornato in Italia legalmente, in via continuativa, per almeno dieci anni, tale requisito (richiesto anche agli stessi italiani dalla normativa del 2008) è venuto a superare l’esigenza del possesso da parte dello straniero della carta di soggiorno di lungo periodo per i cittadini extracomunitari.Tale interpretazione risulta l’unica conforme a...
Corte d’appello di Firenze, sez. lavoro, 11 maggio 2017

7/3/2017 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 74 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), in riferimento agli artt. 2, 3, 10, 31, 38 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli artt. 14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con le...
Corte costituzionale, ord. 7 marzo 2017, n. 95

17/2/2017 - Italiana - Civile - Merito
Poiché l’art. 19, comma 7, del d.lgs. n. 150/2015 stabilisce che “... le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione”, con la conseguenza che ciò che rileva è lo stato di non occupazione, e non più la circostanza che l’interessato abbia in precedenza svolto attività lavorativa, la titolare dello status di rifugiata che sia inoccupata ha diritto all’esenzione del pagamento del ticket sanitario prevista per i soggetti privi di occupazio...
Tribunale di Roma, sez. I lavoro, 12 febbraio 2017, n. 33627

17/2/2017 - Italiana - Civile - Merito
L’art. 19, comma 7, del d.lgs. n. 150/2015 stabilisce che “le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione”. Ciò che rileva, pertanto, è lo stato di non occupazione, non rilevando più invece la circostanza che l’interessato abbia in precedenza svolto attività lavorativa.(Nel caso di specie, l’interessata si era vista rigettare la domanda per l’esenzione dalla quota di partecipazione alla spesa sanitaria (c.d. ticket) poiché la Asl ave...
Tribunale di Roma, sez. I lavoro, 17 febbraio 2017, n. 1558/2017

20/1/2017 - Italiana - Civile - Merito
Sussiste il diritto a godere del congedo di maternità ex art. 26 d.lgs. 151/2001, u.c. (che prevede che nel caso di affidamento di minore il congedo possa essere fruito entro cinque mesi dall’affidamento per un periodo massimo di tre mesi) dell’affidatario per Kafala. La Kafala è il tipico atto di affidamento di diritto islamico ed è efficace nel nostro ordinamento ai sensi dell’art. 65 l. 218/1995 a norma del quale “hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone nonché all’esistenza di rapporti familiari o di diritto della personalità qu...
Tribunale di Bergamo, sez. lavoro, 20 gennaio 2017

15/12/2016 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Ai sensi degli articoli 45 TFUE e 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione, deve intendersi per figlio di un lavoratore frontaliero che può beneficiare indirettamente dei vantaggi sociali di cui a quest’ultima disposizione, quali il finanziamento degli studi concesso da uno Stato membro ai figli dei lavoratori che esercitano o hanno esercitato la propria attività in tale Stato, non solo il figlio che ha un legame di filiazione con il lavoratore in ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. II, 15 dicembre 2016, C401

30/11/2016 - Italiana - Civile - Merito
Ha carattere discriminatorio la condotta dell’Inps che neghi agli interessati il diritto all’assegno di natalità previsto dall’art. 1 c. 125 l. 190/14 in quanto non soggiornanti di lungo periodo, stante il contrasto tra la norma interna e l'art. 12 della direttiva CE 2011/98, volta a garantire parità di trattamento ai cittadini di paesi terzi ammessi in uno Stato membro a fini diversi dall'attività lavorativa nonché ai cittadini dei paesi terzi che sono stati ammessi in uno Stato membro a fini lavorativi, con i lavoratori cittadini dello stato membro, nel settore della sicurezza soci...
Corte di appello di Brescia, 30 novembre 2016, n. 444

27/10/2016 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 94, paragrafi 1 e 2, del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella versione modificata e aggiornata dal regolamento (CE) n. 118/97 del Consiglio, del 2 dicembre 1996, come modificato dal regolamento (CE) n. 647/2005 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 aprile 2005, deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa di uno Stato membro che non prende in con...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, 27 ottobre 2016, n. 465/14

22/9/2016 - Italiana - Civile - Merito
In tema di diritto all’assegno di cui all’art. 1, co. 125, l. n. 190/2014 (cd. bonus bebè), è discriminatoria la condotta tenuta dall’Inps consistente nell’avere negato ai ricorrenti, cittadini stranieri extra Ue regolarmente soggiornanti in Italia, detto assegno. Infatti, contrasta con il principio di parità di trattamento di cui alla direttiva 2011/98/UE, subordinare il riconoscimento dell’assegno in questione al possesso, da parte dello straniero non Ue, del permesso di soggiorno per lungo soggiornanti (Nel caso di specie, non solo i ricorrenti sono legalmente soggiornanti in I...
Tribunale di Bergamo, sez. lavoro, ord. n. 4897 del 22 settembre 2016

21/9/2016 - Italiana - Civile - Merito
In tema di diritto all’assegno di cui all’art. 1, co. 125, l. n. 190/2014 (cd. bonus bebè), è discriminatoria la condotta tenuta dall’Inps consistente nell’avere negato alla ricorrente, cittadina bosniaca regolarmente soggiornante in Italia, detto assegno. Infatti, contrasta con il principio di parità di trattamento di cui alla direttiva 2011/98/UE, subordinare il riconoscimento dell’assegno in questione al possesso, da parte dello straniero non Ue, del permesso di soggiorno per lungo soggiornanti. Tribunale di Brescia, sez. lavoro, previdenza e assistenza obbligatoria, ord. n. 73...
Tribunale di Brescia, sez. lavoro, previdenza e assistenza obbligatoria, ord. n. 7338 del 21 settembre 2016