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Risultati della ricerca per: “Discriminazione”

Sono state trovate 362 decisioni - pagina Pagina 9 di 37

11/7/2017 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
È legittimo il divieto di velo integrale nei luoghi pubblici imposto dalla legge belga poiché la restrizione risponde ad una garanzia di coesione sociale, di protezione dei diritti e delle libertà altrui necessaria in una società democratica. Il divieto di indossare il niqab in luoghi pubblici, anche considerando l’entità del margine di apprezzamento riconosciuto allo Stato, risulta essere infatti proporzionato allo scopo perseguito, ossia al mantenimento delle condizioni di “vivere insieme”.Corte europea dei diritti dell’uomo, sez. II, 11 luglio 2017, caso 4619/12(n. 292) AFFAIRE...
Corte europea dei diritti dell’uomo, sez. II, 11 luglio 2017, caso 4619/12

24/6/2017 - Italiana - Civile - Merito
La norma di cui all’art. 12, paragrafo 1, della direttiva 2011/98/UE, laddove prevede che i lavoratori di cui al paragrafo 1 lett. b) e c) “beneficiano dello stesso trattamento” riservato ai cittadini dello Stato membro in cui soggiornano, appare all’evidenza chiara ed incondizionata, risultando pertanto dotata di efficacia diretta e di portata autoesecutiva nell’ordinamento nazionale. 
Per il suo chiaro tenore letterale, d’altra parte, l’art. 74 d.lgs. 26 marzo 2001 n. 151 non si presta ad un’interpretazione conforme alla norma sovranazionale. 
Al fine dunque di garantire ...
Tribunale di Milano, sez. lavoro, ord. 24 giugno 2017

21/6/2017 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 12 della direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale in base alla quale il cittadino di un paese terzo, titolare di un permesso unico ai sensi dell’articolo 2, lettera c), di ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. VII, 21 giugno 2017, n. C 449/16

29/5/2017 - Italiana - Civile - Merito
L’assegno di natalità di cui all’art. 1 comma 125 l. 190/2015 rientra nell’ambito della “sicurezza sociale” ai fini applicativi della direttiva n. 2011/98/UE, in quanto diretto a tutelare economicamente la maternità e la paternità, in modo continuativo fino al compimento dei tre anni di età del bambino, ed è corrisposta in modo automatico e non discrezionale laddove ricorrano i requisiti di reddito prescritti.La circolare Inps che prevede che tale “assegno è previsto per i figli di cittadini italiani o comunitari oppure per i figli di cittadini di Stati extracomunitari con pe...
Corte di appello di Milano, sez. lavoro, 29 maggio 2017, n. 1003

27/5/2017 - Italiana - Civile - Merito
Il profilo professionale di assistente giudiziario rappresenta un’attività ausiliaria, preparatoria all’esercizio di pubblici poteri e non costituisce partecipazione diretta e specifica all’esercizio dei pubblici poteri in quanto i contatti con l’autorità giudiziaria lasciano inalterati i poteri di valutazione e di decisione di stretta pertinenza di quest’ultima. Si tratta quindi di un profilo professionale, quello di assistente giudiziario, che rimane escluso dal processo decisionale che si esprime nel provvedimento giurisdizionale ed è privo di qualsiasi potere di natura discrez...
Tribunale di Firenze, sez. lavoro, ord. 27 maggio 2017

24/5/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
Le disposizioni speciali introdotte dall’art. 14, comma 2-bis, del d.l. 84/2014, convertito in l. 106/2014, non si sono spinte fino a modificare o derogare l’art. 38 d.lgs. 165/2001. Solo tale operazione avrebbe potuto consentire, in disparte ogni valutazione di compatibilità costituzionale, l’ammissibilità di cittadini non italiani di partecipare alle selezioni per l’assegnazione di un incarico di funzioni dirigenziali in una struttura amministrativa nel nostro Paese (posto che l’incarico in questione è caratterizzato proprio dall’esercizio di tali funzioni dirigenziali). Deve ...
Tar Lazio, sez. II-quater, 24 maggio 2017, n. 6171

8/5/2017 - Italiana - Civile - Cassazione
Nelle discriminazioni collettive in ragione del fattore della nazionalità (d.lgs. n. 215 del 2003, ex artt. 2 e 4, e art. 43 TU 286/1998) sussiste la legittimazione ad agire in capo alle associazioni ed agli enti previsti nel d.lgs. 215 del 2003, art. 5.La mancata concessione ai cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo in Italia dell’assegno per il nucleo familiare previsto dalla l. n. 448 del 1998, art. 65, per il periodo precedente all’1.7.2013 costituisce discriminazione collettiva per ragioni di nazionalità per violazione del principio di parità in materia...
Corte di cassazione, sez. lavoro, 8 maggio 2017, n. 11165

20/4/2017 - Italiana - Civile - Merito
Il divieto di accesso presso uffici ed enti pubblici (quali, ad esempio, Asl ed ospedali) a viso coperto comporta, in fatto, uno svantaggio per le donne che, per ragioni di tradizione e per professare il proprio credo religioso, indossano il velo, prevalentemente nelle forme del burqa e del niqab. Ciò posto, il predetto svantaggio appare oggettivamente giustificato da una finalità legittima, costituita dalla necessità di garantire l’identificazione ed il controllo al fine di pubblica sicurezza. Per altro, l’abbigliamento per cui è causa non è interpretato come segno di una qualche app...
Tribunale di Milano, sez. I, 20 aprile 2017

5/4/2017 - Italiana - Civile - Merito
Poiché in Ghana gli omosessuali vivono in condizioni generali di discriminazione e persecuzione, sussistono i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato a favore del soggetto fuggito dal Paese in quanto perseguitato a causa delle sue tendenze sessuali (nel caso di specie il soggetto era ricercato dalla Polizia ed era fortemente osteggiato anche dai suoi genitori che lo avevano minacciato di morte per aver disonorato la famiglia).Corte d’appello di L’Aquila, 5 aprile 2017, n. 570 (n. 286) Con sentenza n. 570 del 5/4/17 la Corte di appello di L’Aquila ha ribadito il dirit...
Corte d’appello di L’Aquila, 5 aprile 2017, n. 570

14/3/2017 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, deve essere interpretato nel senso che la volontà di un datore di lavoro di tener conto del desiderio di un cliente che i servizi di tale datore di lavoro non siano più assicurati da una dipendente che indossa un velo islamico non può essere considerata come un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa ai sensi di detta disposizione.Corte di gi...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande Sezione, 14 marzo 2017