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Risultati della ricerca per: “Unione europea”

Sono state trovate 652 decisioni - pagina Pagina 13 di 66

25/11/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Il diritto dei cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo di beneficiare dello stesso trattamento dei cittadini nazionali, in particolare in materia di sicurezza sociale (art. 11, par. 1, lett. d, dir. 2003/109), osta alla normativa di uno Stato membro che, ai fini della determinazione dei diritti a una prestazione di sicurezza sociale, non prende in considerazione i familiari del soggiornante di lungo periodo che risiedano in un Paese terzo, mentre accorda il beneficio ai propri cittadini indipendentemente dal luogo in cui i loro familiari risiedano, senza che tale Stato membro si...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 25 novembre 2020, causa C-303/19, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Prestations familiales pour les résidents de longue durée)

24/11/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In tema di mandato d’arresto europeo, la nozione di «autorità giudiziaria dell’esecuzione» (art. 6, par. 2, decisione quadro 2002/584/GAI) è una nozione autonoma del diritto dell’Unione. Analogamente a quanto già statuito dalla Corte sulla «autorità giudiziaria emittente» (art. 6, par. 1, della dec. quadro), tale nozione comprende le autorità nazionali, non necessariamente giudici o organi giurisdizionali, che partecipano all’amministrazione della giustizia penale dello Stato membro di esecuzione ed esercitano le loro funzioni, in piena indipendenza dal potere esecutivo, nell...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza 24 novembre 2020, causa C-510/19, Openbaar Ministerie (Faux en écritures)

19/11/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato ex art. 9, par. 2, lett. e) dir. 2011/95, gli atti di persecuzione ai quali il richiedente protezione sostiene di essere esposto devono conseguire al rifiuto di prestare il servizio militare. Tuttavia, se il diritto dello Stato di origine non prevede un simile rifiuto, tale disposizione non osta a che il rifiuto si consideri accertato anche se l’interessato non l’ha formalizzato all’esito di una procedura determinata e sia fuggito dal proprio Paese senza presentarsi alle autorità militari.Inoltre, nel contesto di una guerra civile in ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 19 novembre 2020, causa C-238/19, Bundesamt für Migration und Flüchtlinge (e asile)

19/11/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
La disposizione del codice penale di uno Stato membro che punisce l’autore della sottrazione solo se il minore è trattenuto in detto Stato membro con forza, minaccia o inganno mentre prescinde da tali condizioni di punibilità quando il minore si trova al di fuori di detto Stato (e, in particolare, in diverso Stato membro) introduce una disparità di trattamento che, benché non fondata direttamente sulla cittadinanza, può pregiudicare, e persino limitare, la libertà di circolazione dei cittadini dell’Unione (21 TFUE). Tale restrizione può essere giustificata solo se è basata su consi...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 19 novembre 2020, causa C-454/19, Staatsanwaltschaft Heilbronn

29/10/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
In assenza di ragioni serie e comprovate per ritenere che i diritti fondamentali dell’individuo oggetto del MAE siano gravemente compromessi in caso di consegna, deve essere eseguito il mandato d’arresto europeo emesso dal Regno Unito, atteso che, anche dopo Brexit, permangono in detto ordinamento adeguate garanzie di rispetto delle tutele fondamentali, in particolare, in virtù dell’appartenenza del Regno Unito alla CEDU. Inoltre, l’Italia non si è avvalsa della facoltà di cui all’art. 185, co. 3, dell’Accordo di recesso, in base al quale l’autorità giudiziaria di esecuzione ...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 29 ottobre 2020, n. 30006

8/10/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
Secondo giurisprudenza costante, le disposizioni di una direttiva non possono essere invocate direttamente dagli Stati a pregiudizio dei singoli individui. Ne segue che, qualora il diritto di uno Stato membro preveda l’allontanamento di un cittadino di un Paese terzo in condizioni di soggiorno irregolare soltanto in presenza di ulteriori circostanze aggravanti che lo riguardano, tale Stato, in assenza delle predette circostanze prescritte dal diritto nazionale, non può fondare una decisione di rimpatrio direttamente sulla direttiva 115/2008. Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenz...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 8 ottobre 2020, causa C-568/19, Subdelegación del Gobierno en Toledo (Conséquences de l’arrêt Zaizoune)

30/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli artt. 5 e 13 della “direttiva rimpatri” letti alla luce degli artt. 19 par. 2 e 47 della Carta implicano che il giudice nazionale investito di una controversia in materia di assistenza sociale il cui esito sia collegato all’eventuale sospensione degli effetti di una decisione di rimpatrio adottata nei confronti di un cittadino di un Paese terzo gravemente malato deve ritenere che il ricorso per l’annullamento e la sospensione di tale decisione ne determini automaticamente la sospensione, pur non essendo questa prevista dal diritto nazionale (ovvero disapplicando all’occorrenza la...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 30 settembre 2020, causa C-233/19

30/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
Beneficia delle garanzie previste dall’art. 14 dir. 2008/115 (in particolare: par. 1 lett. a, b, e lett. d) il cittadino di un Paese terzo che sia destinatario di una decisione di rimpatrio la cui esecuzione esporrebbe il di lui figlio maggiorenne gravemente malato, e da egli dipendente, al rischio serio di un deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute. Il rispetto di tali garanzie implica che, qualora tale cittadino abbia presentato ricorso e sia privo dei mezzi necessari a provvedere alle proprie necessità, queste siano prese in carico dagli Stati membri, che rest...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 30 settembre 2020, causa C-402/19

23/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1. Le cure mediche ricevute in uno Stato membro diverso da quello in cui risiede l’assicurato, per mera volontà di costui, sul presupposto che, nello Stato di residenza, cure analoghe sotto il profilo dell’efficacia non sono disponibili entro un termine accettabile da un punto di vista medico, costituiscono «cure programmate» ai sensi dei regolamenti sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e il relativo rimborso è subordinato al rilascio di un’autorizzazione preventiva da parte dell’istituzione competente dello Stato membro di residenza. Pur in assenza di tale autorizzaz...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 23 settembre 2020, causa C-777/18, WO/Vas Megyei Kormányhivatal

17/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La direttiva 115/2008 (in particolare l’art. 11) non si oppone a che il diritto nazionale di uno Stato membro punisca con pena detentiva il soggiorno irregolare di un cittadino di un Paese terzo, nei cui confronti sia stata portata a termine una procedura di rimpatrio senza che egli abbia lasciato il territorio dello Stato, e che sia a conoscenza di un divieto d’ingresso emanato nei suoi confronti in ragione dei suoi precedenti penali o del pericolo che egli rappresenta per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Tuttavia, atteso che il divieto di ingresso non produce effetti se non ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 17 settembre 2020, causa C-806/18, JZ (Peine de prison en cas d’interdiction d‘entrée)