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Risultati della ricerca per: “Unione europea”

Sono state trovate 524 decisioni - pagina Pagina 1 di 53

29/10/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
In assenza di ragioni serie e comprovate per ritenere che i diritti fondamentali dell’individuo oggetto del MAE siano gravemente compromessi in caso di consegna, deve essere eseguito il mandato d’arresto europeo emesso dal Regno Unito, atteso che, anche dopo Brexit, permangono in detto ordinamento adeguate garanzie di rispetto delle tutele fondamentali, in particolare, in virtù dell’appartenenza del Regno Unito alla CEDU. Inoltre, l’Italia non si è avvalsa della facoltà di cui all’art. 185, co. 3, dell’Accordo di recesso, in base al quale l’autorità giudiziaria di esecuzione ...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 29 ottobre 2020, n. 30006

8/10/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
Secondo giurisprudenza costante, le disposizioni di una direttiva non possono essere invocate direttamente dagli Stati a pregiudizio dei singoli individui. Ne segue che, qualora il diritto di uno Stato membro preveda l’allontanamento di un cittadino di un Paese terzo in condizioni di soggiorno irregolare soltanto in presenza di ulteriori circostanze aggravanti che lo riguardano, tale Stato, in assenza delle predette circostanze prescritte dal diritto nazionale, non può fondare una decisione di rimpatrio direttamente sulla direttiva 115/2008. Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenz...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 8 ottobre 2020, causa C-568/19, Subdelegación del Gobierno en Toledo (Conséquences de l’arrêt Zaizoune)

30/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli artt. 5 e 13 della “direttiva rimpatri” letti alla luce degli artt. 19 par. 2 e 47 della Carta implicano che il giudice nazionale investito di una controversia in materia di assistenza sociale il cui esito sia collegato all’eventuale sospensione degli effetti di una decisione di rimpatrio adottata nei confronti di un cittadino di un Paese terzo gravemente malato deve ritenere che il ricorso per l’annullamento e la sospensione di tale decisione ne determini automaticamente la sospensione, pur non essendo questa prevista dal diritto nazionale (ovvero disapplicando all’occorrenza la...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 30 settembre 2020, causa C-233/19

30/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
Beneficia delle garanzie previste dall’art. 14 dir. 2008/115 (in particolare: par. 1 lett. a, b, e lett. d) il cittadino di un Paese terzo che sia destinatario di una decisione di rimpatrio la cui esecuzione esporrebbe il di lui figlio maggiorenne gravemente malato, e da egli dipendente, al rischio serio di un deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute. Il rispetto di tali garanzie implica che, qualora tale cittadino abbia presentato ricorso e sia privo dei mezzi necessari a provvedere alle proprie necessità, queste siano prese in carico dagli Stati membri, che rest...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 30 settembre 2020, causa C-402/19

23/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1. Le cure mediche ricevute in uno Stato membro diverso da quello in cui risiede l’assicurato, per mera volontà di costui, sul presupposto che, nello Stato di residenza, cure analoghe sotto il profilo dell’efficacia non sono disponibili entro un termine accettabile da un punto di vista medico, costituiscono «cure programmate» ai sensi dei regolamenti sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e il relativo rimborso è subordinato al rilascio di un’autorizzazione preventiva da parte dell’istituzione competente dello Stato membro di residenza. Pur in assenza di tale autorizzaz...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 23 settembre 2020, causa C-777/18, WO/Vas Megyei Kormányhivatal

17/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La direttiva 115/2008 (in particolare l’art. 11) non si oppone a che il diritto nazionale di uno Stato membro punisca con pena detentiva il soggiorno irregolare di un cittadino di un Paese terzo, nei cui confronti sia stata portata a termine una procedura di rimpatrio senza che egli abbia lasciato il territorio dello Stato, e che sia a conoscenza di un divieto d’ingresso emanato nei suoi confronti in ragione dei suoi precedenti penali o del pericolo che egli rappresenta per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Tuttavia, atteso che il divieto di ingresso non produce effetti se non ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 17 settembre 2020, causa C-806/18, JZ (Peine de prison en cas d’interdiction d‘entrée)

9/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In assenza di specifiche previsioni nella dir. 2013/32/UE, la disciplina processuale della notifica delle decisioni relative alle domande di protezione internazionale, così come la fissazione dei termini di ricorso nell’ambito della procedura di protezione internazionale, ricade nell’autonomia processuale degli Stati membri. Ne segue che, il diritto UE (segnatamente l’art. 46 dir., letto alla luce dell’art. 47 della Carta) non osta a una normativa statale che assoggetta il ricorso avverso una decisione di irricevibilità di una domanda ulteriore di protezione a un termine di dieci gio...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 9 settembre 2020, causa C-651/19, Commissaire général aux réfugiés e aux apatrides (Rejet d'une demande ultérieure - Délai de recours)

3/9/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Le autorità competenti di uno Stato membro non possono negare ad un cittadino di un Paese terzo lo status di soggiornante di lungo periodo per motivi di ordine pubblico (art. 6, par. 1, dir. 2003/109) per il mero fatto che egli ha subito una condanna penale, senza un esame specifico della sua situazione per quanto concerne, in particolare, la natura del reato che ha commesso, il pericolo che egli può rappresentare per l’ordine pubblico o la pubblica sicurezza, la durata del suo soggiorno nel territorio di tale Stato membro e l’esistenza di legami con quest’ultimo. Corte di giustizia de...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 3 settembre 2020, cause riunite C-503/19 e C-592/19, Subdelegación del Gobierno en Barcelona (Résidents de longue durée)

18/8/2020 - Italiana - Amministrativo - TAR
Appartiene al GO la giurisdizione nella controversia sul mancato aggiornamento della carta di soggiorno a tempo indeterminato per motivi di famiglia in favore dello straniero coniugato con una cittadina italiana. Venuta meno la previgente disciplina di cui all’art 9 TUI, infatti, tali controversie rientrano nell’art. 30, co. 6, TUI (in particolare nella parte in cui demanda alla giurisdizione ordinaria tutti i provvedimenti dell’autorità amministrativa in materia di diritto all’unità familiare). Sussiste la giurisdizione ordinaria anche in applicazione del criterio c.d. del petitum s...
TAR Sicilia, sez. staccata di Catania, sez. IV, 18 agosto 2020, n. 2079

30/7/2020 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
La Corte costituzionale interroga la Corte di giustizia sul se l’art. 34 della Carta dei diritti fondamentali UE ricomprenda nel proprio ambito applicativo l’assegno di natalità e l’assegno di maternità in base all’art. 3, par. 1, lett. b) e j), reg. (CE) n. 883/2004 richiamate dall’art. 12, par. 1, lett. e), dir. 2011/98/UE e, di conseguenza, se il diritto dell’Unione – e in particolare il principio della parità di trattamento come sancito dalle citate disposizioni – osti a una normativa nazionale che non estende agli stranieri titolari del permesso unico previsto dalla ste...
Corte costituzionale, ordinanza 30 luglio 2020, n. 182