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Risultati della ricerca per: “Visto d'ingresso/Schengen/respingimento”

Sono state trovate 240 decisioni - pagina Pagina 1 di 24

7/2/2019 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
Le rappresentanze diplomatico-consolari sono competenti all’esame delle domande ai fini del rilascio dei visti Schengen uniformi. Tra le valutazioni cui sono tenute a compiere vi è anche quella, ai sensi dell'art. 4 d.m. n. 850 dell’11 maggio 2011, del “rischio di immigrazione illegale”, valutazione che rientra in una sfera di ampia discrezionalità amministrativa; per converso, ricade sul richiedente il visto un particolare onere probatorio in ordine alla dimostrazione degli elementi contrari, sebbene non al punto da ritenere sussistente al riguardo una presunzione negativa, neppure ...
Consiglio di Stato, sez. IV, 7 febbraio 2019, n. 00911

15/1/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
Osta, al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio e, dunque, ai fini della permanenza sul territorio italiano del cittadino straniero, la condanna penale per reati legati alla violenza sessuale ex art. 609-bis c.p. Invero, data la natura stessa del reato su cui poggia la condanna penale, che denota una particolare pericolosità sociale del soggetto richiedente il rinnovo, non può prendersi in considerazione l’integrazione sociale del soggetto ai fini del rinnovo; a tal proposito, ai sensi dell’art. 4, co. 3, TUI, all’Amministrazione responsabile del procedimento di rinnovo...
TAR Liguria, sez. II, 15 gennaio 2019, n. 35

10/1/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Qualora il giudice del rinvio abbia posto una questione pregiudiziale sulle presunte violazioni, da parte dell’Irlanda, dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2004/38, avendo impiegato circa due anni per trattare domande di visto d’ingresso per ricongiungimento familiare, se, nel corso nel procedimento davanti alla Corte, tali domande di visto controverse siano state tutte rigettate ed impugnate mediante azioni giudiziarie che non hanno avuto accoglimento, nonostante lo stesso giudice abbia inteso comunque mantenere la domanda di pronuncia pregiudiziale dal momento che una siffatt...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I., ordinanza del 10 gennaio 2019, causa C-169/18

9/1/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
Ai sensi dell'art. 14, par. 2, del regolamento n. 2016/399/CE, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone, il cosiddetto Codice frontiere Schengen, il decreto di respingimento emesso nei confronti di un cittadino di un Pese terzo da parte della polizia di frontiera, non necessita dell'attestazione di conformità all'originale. Infatti, essendo il decreto redatto in triplice copia sul modello uniforme predisposto dal suddetto regolamento, non è necessaria alcuna attestazione di conformità all'originale posto che il provvedime...
Corte di cassazione, sez. I, ord. 9 gennaio 2019, n. 283

13/12/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La normativa nazionale di uno Stato aderente alla cosiddetta Area Schenghen, non può imporre alle compagnie di trasporti transfrontaliero a mezzo autobus che conducono persone all'interno del territorio dello Stato membro in questione, di controllare il passaporto e i documenti attestanti il regolare attraversamento della frontiera dei passeggeri. Infatti, se così fosse, la normativa interna si porrebbe in netto contrasto con l’articolo 67, paragrafo 2, TFUE nonché l’articolo 21 del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice comunitario...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. II, sent. 13 dicembre 2018, C-412/17 e C-474/17

7/8/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
In presenza di iscrizioni ex art. 21, par. 3, lett. d), del Codice visti, l’autorità consolare italiana può respingere l’istanza di visto limitandosi a riportare la motivazione standardizzata prevista dal “modulo uniforme”, senza necessità di indicare lo Stato o gli Stati autori della segnalazione o le ragioni della stessa, e ciò in deroga al generale obbligo di motivare i provvedimenti amministrativi prevista dall’art. 4, co. 2, 5° periodo, TUI.TAR Lazio, sez. III ter, 7 agosto 2018, n. 8843(n. 325) Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio(Sezione Terza Ter)ha pronu...
TAR Lazio, sez. III ter, 7 agosto 2018, n. 8843

7/8/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
In presenza di iscrizioni ex art. 21, par. 3, lett. d), cod. visti, l’autorità consolare italiana può respingere l’istanza di visto uniforme Schengen (affari) limitandosi a riportare la motivazione standardizzata di cui al “modulo uniforme” per la notificazione e la motivazione del rifiuto (per minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica quale definita all’articolo 2, paragrafo 19 del Regolamento (CE) n. 562/2006 (codice frontiere Schengen) o per le relazioni internazionali di uno o più Stati membri), senza necessità di indicare lo Stato o gli St...
TAR Lazio, sez. III ter, 7 agosto 2018, n. 8844

21/6/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
L’interessato deve fornire all’Amministrazione la prova delle condizioni che giustificano le finalità del soggiorno e, nella fattispecie, trattandosi di visto per motivi turistici, dei presupposti dai quali si possa ragionevolmente ritenere l’interesse dello straniero a far rientro nel Paese di origine onde scongiurare il c.d. “rischio migratorio”, con l’ulteriore necessaria precisazione che, al fine della dimostrazione dello scopo del soggiorno, la documentazione esibita deve essere, oltre che idonea, anche genuina, dovendosi astenere la competente autorità, in caso contrario,...
TAR Lazio, sez. III-ter, 21 giugno 2018, n. 6931

11/6/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
Ai fini dell’ottenimento della residenza elettiva, un canone di locazione annuale pari a dollari 81.000, derivante da proprietà immobiliare, regolarmente e mensilmente versato su un conto corrente intestato ad una società rispetto alla quale gli interessati hanno dimostrato di essere gli unici proprietari, sommato ad un’ulteriore rendita annuale, pari a dollari 60.000, corrisposta mensilmente da un ente assicurativo, non possono che condurre alla pronuncia di annullamento del provvedimento di diniego di visto d’ingresso per residenza elettiva.La valutazione della PA, pur ampiamente d...
TAR Lazio, sez. III ter, 11 giugno 2018, n. 6421

8/6/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
Essendo la domanda di visto presentata dal ricorrente riferita alla categoria dei “liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni”, di cui all’art. 2, comma 2, lett. b, del d.P.C.M. 14 dicembre 2015, l’Ambasciata (con ciò adeguatamente motivando) ha chiaramente ricollegato il diniego di visto alla circostanza per cui, nel caso di specie, l’attività (consulenza nella ricerca clientela e ampliamento mercato vendit...
TAR Lazio, sez. III-ter, 8 giugno 2018, n. 6397