Indice di recerca: Unione europea - Fonti

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23/4/2015 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli artt. 2, par. 1, e 11, par. 4, secondo comma, della direttiva 2006/126/CE, concernente la patente di guida, devono essere interpretati nel senso che non ostano a che uno Stato membro (Germania), nel cui territorio il titolare di una patente di guida rilasciata da un altro Stato membro (Austria) temporaneamente soggiorna, rifiuti di riconoscere la validità di tale patente a motivo di un’infrazione che il titolare di quest’ultima ha commesso in detto territorio successivamente al rilascio della patente stessa (guida di un veicolo a motore sotto l’effetto di cannabis) e che, conformeme...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. V, C 260/13, sent. del 23 aprile 2015

17/4/2015 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 10, lett. c), della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, come modificata dal reg. (CE) n. 279/2009, deve essere interpretato nel senso che il richiedente che intende beneficiare del regime generale di riconoscimento dei titoli di formazione, oltre ad essere in possesso di un titolo di formazione non rientrante tra quelli di cui all’allegato V, punto 5.7.1, di detta direttiva, deve anche dimostrare l’esistenza di una «ragione specifica ed eccezionale». L’art. 10, lett. c), della direttiva 2005/36, come modificata dal regolamento n. 27...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. IV, C 477/13, sent. del 16 aprile 2015

19/3/2015 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 7, par. 2, della direttiva 2003/86/CE, relativa al diritto al ricongiungimento familiare, e il principio di proporzionalità non ostano all’applicazione di una misura di integrazione come quella oggetto del procedimento principale (l’ordinamento olandese pretende da un cittadino di un paese terzo il superamento di un esame sulla lingua e cultura olandesi prima di autorizzare, nell’ambito di un ricongiungimento familiare, il suo ingresso in Olanda all’interno del quale il coniuge, cittadino non UE, già soggiorni legalmente), qualora il relativo obbligo di esame venga meno nei ...
Conclusioni dell’avvocato generale Juliane Kokott nella Causa C 153/14 presentate il 19 marzo 2015

19/3/2015 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Il regolamento (CEE) n. 1408/71, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella sua versione modificata e aggiornata dal regolamento (CE) n. 118/97, come modificato dal regolamento (CE) n. 307/1999, dev’essere interpretato nel senso che un lavoratore subordinato che sia cittadino di uno Stato membro ove risiede, e nel quale i suoi redditi sono assoggettati ad imposta, lavori su una nave posatubi che batte bandiera di uno Stato terzo e naviga in diversi luogh...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. V, C 266/13, sent. del 19 marzo 2015

26/2/2015 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Le disposizioni dell’art. 9, par. 2, lett. e), della direttiva 2004/83/CE, recante norme minime sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta devono essere interpretate nel senso che: –riguardano tutto il personale militare, compreso il personale logistico e di sostegno; – comprendono la situazione in cui il servizio militare prestato comporterebbe di per sé, in un determinato conflitto, la commissione di crimini di gu...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. II, C 472/13, sent. del 26 febbraio 2015

8/1/2015 - Italiana - Civile - Merito
Ha diritto all’assegno di maternità previsto dall’art. 74 d.lgs. n. 151/2001 la ricorrente, cittadina macedone, madre di minore cittadina italiana, e titolare di permesso di soggiorno per motivi familiari. Infatti, l’art. 23 d.lgs. n. 30/2007 (attuativo della direttiva 2004/38/CE) prevede l’estensione delle norme previste dal decreto in questione ai familiari di cittadini italiani, non aventi la cittadinanza italiana. Pertanto, dal tenore letterale della disposizione deriva l’equiparazione del trattamento dei familiari non Ue dei cittadini italiani a quello dei familiari dei cittadi...
Tribunale di Firenze, sez. lavoro, sent. n. 2 dell’8 gennaio 2015

3/12/2014 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli artt. 56 e 57 TFUE devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa di uno Stato membro, come quella belga, in forza della quale il destinatario di servizi realizzati dai lavoratori dipendenti distaccati di un prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro è tenuto a dichiarare alle autorità competenti, prima dell’inizio dell’impiego di tali lavoratori, i dati identificativi di questi ultimi qualora essi non siano in grado di fornire la prova della dichiarazione che il loro datore di lavoro avrebbe dovuto presentare presso le autorità competenti di ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, sent. del 3 dicembre 2014

4/9/2014 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli artt. 45 TFUE e 49 TFUE devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa di uno Stato membro, come quella austriaca, che impone alle società che intendono esercitare attività nell’ambito del commercio di armi e munizioni militari (nonché in quello della mediazione nell’acquisto e nella vendita di queste ultime) il requisito che i membri dei loro organi di rappresentanza legale (o il loro socio direttore commerciale con poteri di rappresentanza) abbiano la cittadinanza di tale Stato membro. Infatti, una normativa siffatta è tale da incidere tanto sulla libera circolaz...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. V, sent. del 4 settembre 2014

19/12/2013 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli artt. 23, par. 4, 32, par. 1, e 35, par. 6, del regolamento (CE) n. 810/2009 che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti), devono essere interpretati nel senso che le autorità competenti di uno Stato membro, in esito all’esame di una domanda di visto uniforme, possono rifiutare il rilascio di un simile visto a un richiedente soltanto nel caso in cui possa essergli opposto uno dei motivi di rifiuto di visto elencati in tali disposizioni. Dette autorità, quando esaminano tale domanda, dispongono di un ampio margine discrezionale per quanto riguarda le condizioni di a...
Corte di giustizia dell’Unione europea, grande sez., sent. del 19 dicembre 2013

2/3/2010 - Europea - Diritti fondamentali - Corte di Giustizia delle CE
Relativamente alla revoca dello status di rifugiato disposta dalla Germania nei confronti di alcuni cittadini iracheni, a seguito del mutato quadro politico e sociale conseguente alla caduta del regime di Saddam Hussein, l’art. 11, n. 1, lett. e), della direttiva 2004/83/CE, deve essere interpretato nel senso che il cambiamento delle circostanze nel paese terzo interessato deve avere un carattere significativo ed una natura non temporanea. Ai fini di tale valutazione, tra i soggetti che offrono protezione nel paese terzo interessato, possono essere presi in considerazione anche organizzazion...
Corte di Giustizia delle Comunità Europee, Grande Sezione, Sentenza del 2 marzo 2010