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Risultati della ricerca per: “Istruzione”

Sono state trovate 85 decisioni - pagina Pagina 1 di 9

25/10/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
In materia di visto di ingresso per motivi di studio, i cui presupposti sono regolati dall’art. 39 del d.lgs. n. 286 del 1998, l’atto con il quale l’amministrazione neghi il visto deve essere motivato ai sensi dell’art. 3 della legge n. 241 del 1990, non valendo, per questo particolare settore, la deroga all’obbligo di motivazione di cui all’art. 4, comma 2, del d.lgs. n. 286 del 1998.TAR Lazio, sez. III ter, 25 ottobre 2018, n. 10354(n. 324) Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio(Sezione Terza Ter) ha pronunciato la presente SENTENZA ai sensi dell’art. 60 cod. pr...
TAR Lazio, sez. III ter, 25 ottobre 2018, n. 10354

7/8/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
Premesso che l’orientamento più recente della giurisprudenza ha escluso la possibilità di conversione del permesso di soggiorno per motivi religiosi in permesso per motivi di lavoro subordinato sul presupposto del principio di tipicità causale dei permessi di soggiorno, nel caso di specie, tuttavia, la ricorrente ha richiesto la conversione del titolo per motivo di studio, ma l’Amministrazione, di contro, ha valutato l’istanza come richiesta di conversione in permesso per lavoro subordinato: dunque, sulla base dell’erronea qualificazione dell’istanza, è stata omessa ogni valutazi...
TAR Lazio, sez. I ter, 7 agosto 2018, n. 8880

2/7/2018 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
La normativa vigente (legge 4/1999) consente che le Università straniere istituiscano “filiazioni” in Italia soltanto per particolari materie il cui studio in Italia, per la specificità di cui sono connotate, consente agli studenti di acquisire una formazione contraddistinta da un “valore aggiunto” che non potrebbero acquisire nel proprio Paese. In ogni caso, attraverso l’istituzione di filiazioni in Italia, alle Università straniere non è consentito il decentramento di interi corsi di laurea ovvero delle materie qualificanti di un corso.Nel caso di specie, l’istanza volta a ...
Consiglio di Stato, sez. VI, 2 luglio 2018, n. 4032

28/3/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
Qualora, a fronte della sospensione cautelare dell’efficacia dei provvedimenti di diniego del visto impugnati, vengano poi adottati, in seguito a nuova istruttoria procedimentale, nuovi provvedimenti di diniego (che, all’udienza di discussione del ricorso, non risultavano ancora impugnati con motivi aggiunti) va dichiarata l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse all’annullamento degli atti impugnati, considerato che dall’auspicato annullamento non conseguirebbe, in capo ai ricorrenti, alcuna utilità in ragione della portata effettuale dei sopravvenuti di...
TAR Lazio, sez. III-ter, 28 marzo 2018, n. 3420

23/3/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
Sussistono i presupposti per la condanna in via risarcitoria della PA in quanto il ritardo ingiustificato nel rilascio del visto contrasta colpevolmente con quanto statuito dal giudice civile e ha provocato l’impossibilità temporanea di ricongiungimento tra padre e figlio.Nel merito, infatti, il ritardo nell’ottemperare alla sentenza del giudice ordinario ha rappresentato un’evidente lesione del diritto alla unità familiare quale diritto fondamentale della persona.Tenuto conto del tempo trascorso tra la decisione del giudice civile e il rilascio del visto, dell’età del figlio, della...
TAR Campania, sez. VII, 23 marzo 2018, n. 1870

9/2/2018 - Italiana - Civile - Cassazione
Se è vero che all’autorità diplomatica è certamente consentita la valutazione nel merito, ai fini del diniego di visto di ingresso per ricongiungimento familiare, sull’assunto che il matrimonio sia stato contratto al solo scopo di consentire l’ingresso in Italia, ai sensi del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 29, comma 9, è tuttavia anche vero che la circostanza non può confondersi con quella dei matrimoni “combinati” grazie alla intermediazione delle famiglie degli sposi.Infatti il carattere essenziale dei matrimoni menzionati al d.lgs. n. 286 del 1998, art. 29, comma 9...
Corte di cassazione, sez. VI-1, ord. 9 febbraio 2018, n. 3234

5/2/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
La disciplina in tema di rilascio dei visti di ingresso di cittadini di Stati terzi entro l’area Schengen complessivamente costituita dal Codice dei visti e dal relativo Manuale deve intendersi di stretta applicazione, stante la responsabilità internazionale che l’Italia si è assunta rispetto agli altri Stati membri aderendo alla relativa Convenzione, con la conseguenza che anche la minima mancanza dei requisiti previsti in capo al richiedente il visto d’ingresso giustifica ex se l’adozione, da parte dell’autorità competente, del conseguente provvedimento di reiezione della rela...
Tar Lazio, sez. III, 5 febbraio 2018, n. 1453

18/1/2018 - Italiana - Amministrativo - TAR
Va accolta l’istanza cautelare proposta e, per l’effetto, sospesa l’efficacia del provvedimento di diniego del visto per turismo, ai fini di un suo riesame, se, ad un primo sommario esame tipico della fase cautelare, il ricorso appare assistito da apprezzabili profili di fumus boni iuris (laddove è stato dedotto l’eccesso di potere per travisamento, erronea valutazione dei fatti e falsità del presupposto) e di periculum in mora, valutato l’interesse del ricorrente di non perdere i titoli di viaggio già acquisiti e la concreta realizzabilità dello stesso entro breve tempo.(Nel ca...
Tar Lazio, sez. III ter, ord. 18 gennaio 2018 n. 287

3/1/2018 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
L’articolo 26 del Testo unico sull’immigrazione prevede che i visti siano rilasciati nei limiti di quanto stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sui flussi migratori. Non appare, quindi, in contrasto con tale norma l’individuazione delle categorie interessate alla sua applicazione attraverso il rinvio al decreto interministeriale del 2011.La delimitazione, nell’ambito del lavoro autonomo, ai soggetti che siano titolari di specifiche cariche nelle società di capitali attive da almeno tre anni appare, pertanto, coerente con la funzione dei decreti del Presidente...
Consiglio di Stato, sez. I, 3 gennaio 2018, n. 61

21/12/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
In caso di ricorso contro il diniego del visto turistico, il termine assegnato alla parte per il deposito di valido mandato processuale è da considerarsi perentorio ex art. 182 c.p.c. (applicabile al processo amministrativo in virtù del richiamo operato dall’art. 39 comma 1 d.lgs. n. 104/2010) e, a fronte del mancato assolvimento dell’onere da parte del ricorrente, il ricorso deve essere dichiarato manifestamente improcedibile ai sensi dell’art. 35 c.p.a.Tar Lazio, sez. III ter, 21 dicembre 2017, n. 12585(n. 304) Sul ricorso numero di registro generale 13236 del 2016, proposto da:  H...
Tar Lazio, sez. III ter, 21 dicembre 2017, n. 12585