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Risultati della ricerca per: “Discriminazione”

Sono state trovate 362 decisioni - pagina Pagina 35 di 37

5/12/2005 - Italiana - Penale - Cassazione
Affinché sussista il reato di ingiuria aggravata, consistente nell’aver rivolto ad alcune cittadine extracomunitarie le espressioni di “sporche negre”, tale condotta deve essere finalizzata o quantomeno idonea a rendere percepibile e suscitare in altri quel sentimento di odio, ovvero a dar luogo al concreto pericolo di immediati o futuri comportamenti discriminatori basati sulla razza, non essendo sufficiente per la sua integrazione un qualsiasi sentimento o manifestazione di generica antipatia o rifiuto attinenti alla razza, alla nazionalità, all’etnia o alla religione. Corte di Cas...
Corte di Cassazione, Sez. V penale, Sent. n. 44295 del 5 dicembre 2005

10/11/2005 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
Non viola la CEDU la decisione dello Stato turco di impedire l’uso di abiti o altri simboli religiosi, quali il copricapo o il velo islamico nelle proprie università, in quanto tale proibizione è finalizzata a preservare la natura laica dell’istituzione universitaria e ad affermare i valori del pluralismo, del rispetto per i diritti degli altri e, in particolare, dell’uguaglianza di uomini e donne di fronte alla legge. Corte europea dei diritti dell’uomo, Sezione allargata (Grand Chamber), ricorso n. 44774/98, Leyla c. Turchia, 10 novembre 2005. PROCEDURA 1. Il caso ha origine da una...
Corte europea dei diritti dell’uomo, Sezione allargata (Grand Chamber), ricorso n. 44774/98

14/10/2005 - Italiana - Amministrativo - TAR
È legittima l’esclusione da un concorso pubblico della cittadina extracomunitaria in possesso di permesso di soggiorno e laureata in Italia. L’art. 2 del TU riconosce allo straniero parità di trattamento col cittadino nei rapporti con la P.A., ma fa salve convenzioni internazionali, norme dello stesso TU o altre disposizioni interne che disciplinano particolari settori negando ai cittadini extracomunitari una piena uguaglianza; una tale disposizione è contenuta nell’art. 38 del d.lgs. n. 165 del 2001, che consente ai soli cittadini dell’UE l’accesso a posti di lavoro nelle pubblic...
Tar Toscana, Sez. II, Sent. n. 4689 del 14 ottobre 2005

26/7/2005 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
Poiché la legislazione penale francese, prima di essere emendata nel 2003, non ha costituito un deterrente allo sfruttamento lavorativo di una minore straniera da parte di persone che ne avevano favorito l’ingresso in Francia, ha violato l’articolo 4 della CEDU, e perciò lo Stato deve essere condannato alla rifusione delle spese legali sostenute dalla ricorrente. Corte europea dei diritti dell’uomo, sentenza del 26 luglio 2005, nella causa Siliadin contro Francia, no 73316/01. Siwa-Akofa Siliadin è una quindicenne togolose che si trasferisce in Francia nel gennaio 1994, con visto turi...
Corte europea dei diritti dell’uomo, sentenza del 26 luglio 2005,

12/7/2005 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
Sebbene l’oggetto dell’articolo 8 della CEDU sia quello di proteggere le libertà individuali del cittadino dalle arbitrarie interferenze dei poteri pubblici, lo Stato, non solo deve astenersi dall’interferire, ma deve assumere anche iniziative per assicurare l’effettivo rispetto della vita privata, familiare, nonché una consona dimora agli stessi. Corte europea dei diritti dell’uomo, già Seconda Sezione, sentenza del 12 luglio 2005 nella causa n. 41138/98 e 64320/01. Moldovan ed altri – Romania. Sintesi della decisione a cura di Fabio Sciarretta Originariamente presentato come u...
Corte europea dei diritti dell’uomo, già Seconda Sezione, sentenza del 12 luglio 2005

19/5/2005 - Italiana - Civile - Merito
L’imposizione di condizioni svantaggiose nell’offerta dei servizi ad uno straniero, nella specie extracomunitario, che come tale veniva riconosciuto come probabile cliente indesiderato, ed il collegamento della natura discriminatoria alla sola causa della provenienza etnica dei ricorrenti integra il comportamento discriminatorio di cui all’art. 43 comma 2 lett. b) del D. Lgs. 286/1998, a prescindere dall’intenzione, in capo al resistente, di attuare consapevolmente una discriminazione razziale, essendo sufficiente, per considerare illegittimo il comportamento, il fatto che questo abbia...
Tribunale di Padova, sent. n. 20556 del 19 maggio 2005

7/5/2005 - Italiana - Civile - Merito
L’art. 2 del testo unico immigrazione ha implicitamente abrogato le precedenti disposizioni che riservano al solo cittadino italiano o comunitario l’accesso al pubblico impiego, così che commette azione di discriminazione l’Ente che esclude dal bando di concorso il medico stranieri solo perché non in possesso della cittadinanza italiana. Decreto del Tribunale di Pistoia in composizione monocratica del 7 maggio 2005, sul ricorso ex art. 44 d.lgs. n. 286 del 1998, iscritto nel registro generale al n. 4149/04. (ndr: sulla questione, affatto pacifica, si riporta in calce anche un parere de...
Decreto del Tribunale di Pistoia in composizione monocratica del 7 maggio 2005

29/4/2005 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
E’ inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’ art. 3 della legge 8-2-1948 n. 47, nella parte in cui preclude la registrazione di un periodico per il solo fatto che la persona indicata come direttore responsabile non è cittadino comunitario, in quanto la procedura prevista dalla legge sulla stampa non ha natura di procedimento giurisdizionale, unica sede che consente di sollevare una questione di legittimità costituzionale. Corte Cost., ord. n. 170 del 29 aprile 2005, su ordinanza del tribunale di Milano del 21 gennaio 2004,(G.U. n. 24 del 2004) Pres. Capotosti, Rel. ...
Corte Cost., ord. n. 170 del 29 aprile 2005

29/4/2005 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
L’art. 403, primo e secondo comma, c.p., è incostituzionale nella parte in cui - per le offese alla religione cattolica mediante vilipendio di chi la professa o di un ministro del culto – prevede la pena della reclusione, rispettivamente fino a due anni e da uno a tre anni, anziché la pena diminuita stabilita dall’art. 406 dello stesso codice, qualora i medesimi fatti sono commessi «contro un culto ammesso nello Stato». Ciò nel rispetto delle esigenze costituzionali di eguale protezione del sentimento religioso, riconducibili, da un lato, al principio di eguaglianza davanti alla leg...
Corte Costituzionale, sent. n. 168 del 29 aprile 2005

22/3/2005 - Italiana - Amministrativo - TAR
Il crocifisso può essere esposto nelle aule della scuola pubblica in quanto non è in contrasto con il principio della laicità dei valori dello stato. Il crocifisso, infatti, non è soltanto un simbolo religioso, ma anche storico e culturale, è espressione di un sistema di valori, dalla dignità umana alla tolleranza, che è alla base degli stati laici e democratici. I principi costituzionali di libertà hanno molte radici tra le quali il cristianesimo, e la stessa laicità ha le sue fonti lontane proprio nella religione cristiana per cui la presenza dei crocifissi nelle scuole pubbliche co...
Tar Veneto sez. III, sent. n. 1110 del 22 marzo 2005