< Torna all’indice di ricerca

Risultati della ricerca per: “Discriminazione”

Sono state trovate 384 decisioni - pagina Pagina 29 di 39

9/4/2010 - Italiana - Civile - Merito
L’ordinanza comunale che impone ai cittadini extracomunitari una documentazione aggiuntiva rispetto a quella prevista per gli italiani ai fini dell’iscrizione in anagrafe (lavoro, redditi, scuola, ecc.) costituisce atto di discriminazione e tale operato dell’Amministrazione oltrepassa i limiti della propria competenza arrogandosi poteri afferenti materie (ordine e sicurezza pubblica e immigrazione) che non gli competono. Tribunale di Brescia, Sezione della volontaria giurisdizione, 9 aprile 2010, n. 513/2010 V.G., Giudice designato Cesare Massetti. Sul ricorso ex artt. 44 D L. vo n. 286/...
Tribunale di Brescia, Sezione della volontaria giurisdizione, 9 aprile 2010

6/4/2010 - Italiana - Amministrativo - TAR
È illegittimo il provvedimento del Sindaco di Gambolò che ha ordinato ad un gruppo di cittadini italiani di etnia Sinti di liberare l’area che essi occupano da almeno tre decenni con le loro roulottes e caravan. Un intervento d’urgenza del Sindaco può essere giustificato solo da circostanze imprevedibili che sono all’origine di vere e proprie emergenze igienico sanitarie non fronteggiabili con mezzi ordinari. Il citato provvedimento, invece, appare affetto da totale carenza di motivazione e di istruttoria in ordine ai pericoli per l’incolumità pubblica o per la sicurezza urbana che...
Tar Lombardia, Sez. III, Sent. n. 981 del 6 aprile 2010

25/3/2010 - Italiana - Penale - Cassazione
È competente il giudice di pace nel procedimento promosso contro l’imputato dichiarato colpevole dei reati di ingiuria, percosse e minaccia per aver proferito la parola “italiano” in associazione ad una espressione ingiuriosa. La detta ingiuria non ha una connotazione razzista, con conseguente attrazione della competenza funzionale al tribunale monocratico, poiché il termine “italiano”, accoppiato alla parola ingiuriosa, può essere letto come individualizzazione di una persona singola, nei cui confronti si ha disistima, piuttosto che come riferimento ad una identità etnica in qua...
Corte di Cassazione, Sez. V, Sent. n. 11590 del 25 marzo 2010

23/3/2010 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
La Turchia ha violato il diritto fondamentale di manifestare la propria fede religiosa, di cui all’art. 9 della CEDU, per avere condannato alcuni membri di un ordine religioso sufi per aver indossato sulla pubblica via il copricapo religioso Turban, in violazione delle norme di legge interne. Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sez. X, Sentenza del 23 febbraio 2010. A.A. ed altri – Turchia. Testo della sentenza Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sez. X, Sentenza del 23 febbraio 2010
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Sez. X, Sentenza del 23 febbraio 2010

22/3/2010 - Italiana - Costituzionale - Autorità varie
Chiamato a pronunciarsi sulla legittimità dell’ordinanza sindacale del Comune di Selvazzano Dentro che ha posto il divieto assoluto di accattonaggio sul proprio territorio, il Tar adito dichiara rilevante e non manifestamente infondata, in relazione agli artt. 2, 3, 5, 6, 8, 13, 16, 17, 18, 21, 23, 24, 41, 49, 70, 76, 77, 97,113, 117 e 118 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 54, comma 4, del D.lgs. n. 267/2000, come modificato dalla legge n. 125/2008, nella parte in cui è inserita la congiunzione “anche” prima delle parole “contingibili ed urge...
Tar Veneto, Ordinanza n. 191 del 22 marzo 2010

16/3/2010 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
La Croazia è condannata al pagamento di 14.500 Euro per ogni ricorrente, per aver violato l’art. 14 della CEDU e l’art. 2 del Protocollo n. 1, per aver differenziato, in ragione dell’origine Rom dei ricorrenti, il loro percorso scolastico rispetto ai bambini di nazionalità croata. I bambini rom, infatti, venivano inseriti in classi composte da soli Rom, il cui programma scolastico aveva il 30% in meno dei programmi ufficiali. Questa situazione ha determinato una discriminazione basata sulla razza ed ha violato il loro diritto all’educazione, nonché il diritto di non subire trattamen...
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Grande Camera, Sentenza del 16 marzo 2010

4/3/2010 - Italiana - Amministrativo - TAR
Il periculum in mora appare nella specie ravvisabile nell’incisione di diritti e libertà, ivi comprese le finalità di carattere solidaristico e assistenziale proprie degli scopi statutari dell’Associazione ricorrente, atteso che l’ordinamento vigente non consente la repressione di per sé della mendicità che si risolve in una semplice richiesta di aiuto. Tar Veneto, Sez. III, Ordinanza n. 160 del 4 marzo 2010, Pres. Di Nunzio, Rel. Mielli. Razzismo Stop Associazione Onlus – Comune di Selvazzano Dentro. Sul ricorso numero di registro generale 245 del 2010, proposto da Razzismo Stop A...
Tar Veneto, Sez. III, Ordinanza n. 160 del 4 marzo 2010

4/3/2010 - Italiana - Civile - Merito
È respinto il reclamo presentato dal Comune di Chiari, condannato a modificare il proprio bando di concorso per il conferimento di un premio consistente in un pc a studenti residenti nel suo territorio e distintisi per merito nell’anno scolastico 2008/2009, eliminando il requisito del possesso della cittadina italiana, e per l’effetto è confermata la natura discriminatoria della detta esclusione. Tribunale di Brescia, Sez. III Civile, Ordinanza del 4 marzo 2010, Pres. Massetti, Rel. Mangosi. Comune di Chiari – Fondazione Guido Piccini per i diritti dell’uomo Onlus, ASGI. Nel procedim...
Tribunale di Brescia, Sez. III Civile, Ordinanza del 4 marzo 2010

29/1/2010 - Italiana - Civile - Merito
È discriminatoria l’ordinanza del Comune di Trenzano nella parte in cui ha imposto l’uso della lingua italiana in tutte le riunioni pubbliche o in luoghi aperti al pubblico di associazioni, comitati o enti che perseguono scopi culturali, religiosi o politici. Il libero uso della propria lingua di origine, infatti, deve essere ricondotto al nucleo fondamentale dei diritti dell'individuo, connotandone fortemente la personalità e permettendogli piena liberà di espressione e di comunicazione. Non è invece discriminatoria la previsione, contenuta nella medesima ordinanza, che impone un prea...
Tribunale di Brescia, Ordinanza del 29 gennaio 2010

25/1/2010 - Italiana - Civile - Merito
È ordinato all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Lamezia Terme di ripristinare il doppio cognome nell’atto di nascita della minore avente doppia cittadinanza, italiana e brasiliana. Il diritto al mantenimento del cognome materno, conformemente alle tradizioni del Brasile di cui la stessa risulta avere diritto alla cittadinanza, può ricavarsi dai principi fondamentali dell’ordinamento italiano e di quello comunitario. Diversamente opinando, verrebbe frustrata la fondamentale funzione di identificazione della persona che il nome, comprensivo di prenome e cognome, svolge, in quanto ...
Tribunale di Lamezia Terme, Decreto del 25 gennaio 2010