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Risultati della ricerca per: “Carta di soggiorno (Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo)”

Sono state trovate 367 decisioni - pagina Pagina 7 di 37

17/9/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
La revoca del permesso di soggiorno UE di lungo periodo è legittimata dal prolungato allontanamento del titolare dal territorio nazionale per un periodo superiore a 12 mesi consecutivi, assenza comprovata dalla mancata partecipazione al censimento, dalla cancellazione anagrafica conseguente, dalla conclamata assenza di qualsivoglia attività lavorativa nel periodo in cui si è verificata detta assenza. TAR Friuli Venezia Giulia, sez. I, 17 settembre 2019, n. 00380 (n. 345) Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia(Sezione Prima)ha pronunciato la presente  SENTENZA ...
TAR Friuli Venezia Giulia, sez. I, 17 settembre 2019, n. 00380

5/8/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
In presenza di condanne ostative, la revoca del permesso di soggiorno UE deve tener conto dell’eventuale decorso del termine previsto per la dichiarazione di estinzione del reato, sempre che l’interessato non abbia commesso nel frattempo altri reati; occorre altresì valutare il grado di inserimento sociale e integrazione del soggetto interessato, di cui costituiscono importanti indicatori l’attività lavorativa, la situazione economica e la pericolosità sociale. TAR Campania, sez. VI, 5 agosto 2019, n. 04297(n. 343) Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania(Sezione Sesta)ha...
TAR Campania, sez. VI, 5 agosto 2019, n. 04297

5/8/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
La richiesta di una valutazione aggiornata della pericolosità sociale del cittadino straniero a cui la PA ha revocato il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo per aver commesso reati ostativi al rilascio di tale titolo, e dopo che sia intercorso un lungo lasso di tempo tra la data della decisione e quello della notifica del decreto, deve tener conto dell’eventuale decorso del termine previsto per la dichiarazione di estinzione del reato, sempre che l’interessato non abbia commesso nel frattempo altri reati; occorre altresì valutare il grado di inserimento sociale e integrazione r...
TAR Campania, sez. VI, 5 agosto 2019, n. 04297

1/7/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
Il richiedente permesso di soggiorno UE di lungo periodo che sia debitore all’erario per inadempimento di obblighi fiscali e previdenziali non può ottenere il riconoscimento di tale status. La direttiva dell’Unione Europea 109/2003 relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, al nt. 7 dei considerando e all’art. 5, richiede il possesso di risorse stabili e regolari per il sostentamento di sé e dei propri familiari e, al contempo, prevede che gli Stati membri possono tener conto, nella valutazione delle sopracitate risorse, dell’adempiment...
TAR Emilia Romagna, sez. I, 1 luglio 2019, n. 00589

18/6/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
Il giudizio di prevalenza operato dalla PA della tutela dell’interesse alla sicurezza e all’ordine pubblico rispetto all’interesse al rilascio del permesso di soggiorno UE di lunga durata allo straniero che abbia commesso gravi reati, è coerente con la natura premiale del titolo di soggiorno richiesto. Esso ha la funzione di premiare un progetto di integrazione sul suolo europeo di lunga durata, è a tempo indeterminato e attribuisce allo straniero il diritto alla “parità di trattamento” rispetto ai cittadini nazionali per quanto riguarda il godimento di una serie di diritti civili...
TAR Veneto, sez. III, 18 giugno 2019, n. 00733

23/4/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
L’evasione fiscale e contributiva, in conformità con il principio di legalità, non può essere una ragione, neanche indiretta, di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno, in quanto il legislatore non ha previsto che la evasione fiscale ne sia causa ostativa. Viceversa per la concessione di un permesso per soggiornante di lungo periodo tali irregolarità rilevano, dal momento che nella direttiva 109/2003 al punto 7 della premessa afferma: “… Gli Stati membri, al momento di valutare la disponibilità di un reddito stabile e regolare, possono tener conto di fattori quali i contribut...
TAR Emilia Romagna, sez. I, 23 aprile 2019, n. 00358

18/4/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
La revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo non può comportare il rilascio di altro permesso di soggiorno se tale revoca è avvenuta per ragioni di pericolosità sociale, che sarebbero ostative al rilascio del permesso anche ad altro titolo.TAR Abruzzo, sez. staccata di Pescara, sez. I, 18 aprile 2019, n. 00120(n. 337) Il Tribunale Amministrativo Regionale l'Abruzzosezione staccata di Pescara (Sezione Prima)ha pronunciato la presente  SENTENZA sul ricorso numero di registro generale xx del 2016, integrato da motivi aggiunti, proposto da: M, B., rappresentato e difeso dall'avvocato D...
TAR Abruzzo, sez. staccata di Pescara, sez. I, 18 aprile 2019, n. 00120

18/3/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
La domanda di rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo, da parte del titolare di un permesso per motivi religiosi, non può essere rigettata sull’assunto (pacifico) della non convertibilità di tale del permesso di soggiorno per motivi religiosi in permesso di soggiorno per motivo di lavoro e dall’impossibilità a svolgere attività lavorativa retribuita con tale titolo di soggiorno. La PA procedente deve comunque vagliare la sussistenza dei requisiti richiesti dall’art. 9 TUI, prendendo in considerazione l’eventuale reddito prodotto dal religioso dopo la dispensa dai voti.T...
TAR Lazio, sez. I-ter, 18 marzo 2019, n. 03539

15/3/2019 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
Inammissibile è la questione di legittimità costituzionale così come prospettata dal Tribunale remittente in ordine ai requisiti previsti dall’art. 74, c. 1, d.lgs. 151/01 per l’ottenimento dell’assegno di maternità. L’ordinanza si riferisce genericamente ed erroneamente a «norme di principio, espresse in direttive, e alle quali l’Italia ha comunque dato attuazione (proprio con la legge 97/2013)», richiamando così indirettamente e impropriamente solo la normativa relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, non riferibile alla cont...
Corte costituzionale, ordinanza 15 marzo 2019, n. 52

15/3/2019 - Italiana - Costituzionale - Corte costituzionale
La giurisprudenza costituzionale ha già chiarito che entro i limiti consentiti dall’art. 11 della direttiva 25 novembre 2003, n. 2003/109/CE e comunque nel rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo assicurati dalla Costituzione e dalla normativa internazionale, il legislatore può riservare talune prestazioni assistenziali ai soli cittadini e alle persone ad essi equiparate soggiornanti in Italia, il cui status vale di per sé a generare un adeguato nesso tra la partecipazione alla organizzazione politica, economica e sociale della Repubblica, e l’erogazione della provvidenza. Le...
Corte costituzionale, sentenza 15 marzo 2019, n. 50