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Risultati della ricerca per: “Unione europea”

Sono state trovate 524 decisioni - pagina Pagina 8 di 53

12/2/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, dev’essere interpretata nel senso che essa osta a una disposizione nazionale, come quella di cui al procedimento principale, che prevede un obbligo generale e incondizionato di rimessa in libertà di una persona ricercata e arrestata in forza di un mandato d’arresto europeo allo scadere di un termine di 90 giorni dal suo arresto, allorché esiste un rischio molto elevato di fuga della medesima, che non può essere ridotto a un livello ac...
Corte di giustizia Unione europea, Prima sezione, sentenza nella causa C 492/18 PPU, 12 febbraio 2019

7/2/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, e in particolare il suo articolo 67, letto in combinato disposto con l’articolo 11, paragrafo 2, dello stesso, dev’essere interpretato nel senso che l’ammissibilità di una persona a prestazioni familiari nello Stato membro di residenza, in favore di familiari residenti in altro Stato membro, non richiede che tale persona eserciti un’attività professionale subordinata in tale Stato membro né che quest’ultimo le versi una prestazione...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, sentenza del 7 febbraio 2019 nella causa C-322/17

5/2/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
In tema di mandato di arresto europeo c.d. esecutivo, ai fini della configurabilità del motivo di rifiuto della consegna previsto dall’art. 18, lett. h), legge 22 aprile 2005, n. 69, occorre accertare l’effettiva sussistenza di un pericolo di trattamento inumano e degradante, ostativo alla consegna del detenuto all’autorità dello Stato membro di emissione, occorre l’acquisizione, da parte dell’autorità giudiziaria remittente, attraverso informazioni “individualizzate” sul regime di detenzione. Ove la Corte di merito abbia richiesto e ottenuto dall’autorità penitenziaria cen...
Corte di cassazione, sez. VI, sent. 5 febbraio 2019, n. 6139

5/2/2019 - Italiana - Costituzionale - Autorità varie
Mediante il ridimensionamento delle ipotesi di tutela umanitaria, il legislatore nazionale, da un lato, ha irrigidito il sistema di riconoscimento della protezione internazionale, creando i presupposti per un rilevante aumento degli stranieri privi di permesso di soggiorno e, dall'altro lato, ha escluso tali soggetti da quelli ammessi a fruire dei servizi concernenti la sanità, l'istruzione superiore e la formazione professionale, che gli articoli 34, comma 1, e 39, comma 5, del TUI (nella versione anteriore al decreto-legge n. 113 del 2018) riconoscevano anche agli stranieri titolari di un p...
Regione Marche, ricorso n. 13 del 5 febbraio 2019

24/1/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1231/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che estende il regolamento (CE) n. 883/2004 e il regolamento (CE) n. 987/2009 ai cittadini di Paesi terzi cui tali regolamenti non siano già applicabili unicamente a causa della nazionalità, deve essere interpretato nel senso che cittadini di Paesi terzi, che soggiornino e lavorino temporaneamente in diversi Stati membri alle dipendenze di un datore di lavoro stabilito in uno Stato membro, possono invocare il beneficio delle norme di coordinamento previste dai regolamenti (CE) n. 88...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza del 24 gennaio 2019, causa C-477/17

10/1/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Qualora il giudice del rinvio abbia posto una questione pregiudiziale sulle presunte violazioni, da parte dell’Irlanda, dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2004/38, avendo impiegato circa due anni per trattare domande di visto d’ingresso per ricongiungimento familiare, se, nel corso nel procedimento davanti alla Corte, tali domande di visto controverse siano state tutte rigettate ed impugnate mediante azioni giudiziarie che non hanno avuto accoglimento, nonostante lo stesso giudice abbia inteso comunque mantenere la domanda di pronuncia pregiudiziale dal momento che una siffatt...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I., ordinanza del 10 gennaio 2019, causa C-169/18

3/1/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
La presenza in Italia del cittadino straniero beneficiario del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da un altro Stato membro, senza che questi abbia comunicato al questore la sua presenza sul territorio statale e che si sia trattenuto in Italia per un periodo superiore ai tre mesi, rende legittimo il provvedimento attraverso cui l’Amministrazione intima al soggetto di rientrare nello Stato membro che ha rilasciato il permesso di soggiorno entro sette giorni.Inoltre, non può considerarsi veritiera la circostanza della non conoscenza della lingua italiana su c...
TAR Lombardia, sez. I, 3 gennaio 2019, n. 5

28/12/2018 - Italiana - Penale - Cassazione
Per i reati commessi prima dell’entrata in vigore della legge n. 69/05, concernente disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, la normativa di riferimento resta quella relativa alle disposizioni previgenti alla suddetta legge in materia di estradizione. Pertanto, dinanzi a siffatte fattispecie, lo Stato richiedente è obbligato a presentare una domanda di estradizione secondo le modalità e le procedure previste dal suddetto diritto ...
Corte di cassazione, sez. VI, sent. 28 dicembre 2018, n. 58531

13/12/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La normativa nazionale di uno Stato aderente alla cosiddetta Area Schenghen, non può imporre alle compagnie di trasporti transfrontaliero a mezzo autobus che conducono persone all'interno del territorio dello Stato membro in questione, di controllare il passaporto e i documenti attestanti il regolare attraversamento della frontiera dei passeggeri. Infatti, se così fosse, la normativa interna si porrebbe in netto contrasto con l’articolo 67, paragrafo 2, TFUE nonché l’articolo 21 del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice comunitario...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. II, sent. 13 dicembre 2018, C-412/17 e C-474/17

6/12/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Ai sensi dell’art. 8, par. 1, lett. f), della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, l’esecuzione della pena accessoria del condannato non può considerarsi privazione della libertà se nel mandato d’arresto europeo dello Stato che ha emesso la condanna viene omessa l’indicazione di tale pena oltre a quella principale. Invero, l’omessa indicazione della pena accessoria non rientra nell’ambito di applicazione della cosiddetta regola della specialità – secondo cui la persona sottoposta a e...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, 6 dicembre 2018, C-551/18