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Risultati della ricerca per: “Unione europea”

Sono state trovate 524 decisioni - pagina Pagina 6 di 53

10/9/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
L’articolo 15 della direttiva 2004/38/CE deve essere interpretato nel senso che si applica a un provvedimento di allontanamento adottato nei confronti di un cittadino di uno Stato terzo per il motivo che questi non dispone più di un diritto di soggiorno ai sensi della direttiva in parola, in una situazione in cui tale cittadino si è sposato con un cittadino dell’Unione all’epoca in cui quest’ultimo si avvaleva della propria libertà di circolazione recandosi e soggiornando con il suddetto cittadino di uno Stato terzo nello Stato membro ospitante, e il cittadino dell’Unione in quest...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 10 settembre 2019 nella causa C-94/18.

5/9/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
L’individuazione dello Stato competente ad esaminare la domanda di protezione internazionale spetta, in base all'art. 3, comma 3, del d.lgs. n. 25/2008, all'Unità di Dublino, operante presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno, ed il giudice ordinario non può sostituirsi ad essa né compiere tale valutazione. Corte di cassazione, sez. VI, 5 settembre 2019, n. 22316 (n. 344) ORDINANZA sul ricorso xxx/2018 proposto da: K. A., elettivamente domiciliato in ROMA VIA VARRONE 9, presso lo studio dell'avvocato GIULIANO MENDOZA, rappresentato e difeso ...
Corte di cassazione, sez. VI, 5 settembre 2019, n. 22316

5/9/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
L’articolo 3, lettere a) e d), e l’articolo 5 del regolamento n. 4/2009 devono essere interpretati nel senso che, quando un giudice di uno Stato membro è investito di un ricorso contenente tre domande riguardanti, rispettivamente, il divorzio dei genitori di un figlio minore, la responsabilità genitoriale su tale minore e l’obbligazione alimentare nei confronti di quest’ultimo, il giudice che si è pronunciato sul divorzio e che si è dichiarato incompetente a statuire sulla domanda relativa alla responsabilità genitoriale dispone tuttavia di una competenza a statuire sulla domanda ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, sentenza del 5 settembre 2019, nella causa C‑468/18

29/8/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
L’articolo 46, paragrafo 3, della direttiva 2013/32/UE, letto alla luce dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che, quando l’autorità giudicante dopo aver effettuato un esame completo ed ex nunc di tutti gli elementi di fatto e di diritto pertinenti presentati dal richiedente la protezione internazionale, ne abbia riconosciuto simile protezione, e un organo amministrativo o quasi giurisdizionale adotta in seguito una decisione in senso contrario, senza dimostrare a tal fine la sopravvenienza di nuovi elementi che g...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 29 luglio 2019 nella causa C 556/17

26/7/2019 - Italiana - Civile - Merito
Tenuto conto dell’obbligo di applicazione diretta delle direttive autoesecutive, indipendentemente dal recepimento da parte dello Stato nell'ordinamento interno, il Giudice di merito riconosce la natura discriminatoria del diniego della concessione dell’assegno di maternità di cui all’art. 74 d.lgs. 151/01 così come formulato. Lo Stato italiano, infatti, ha recepito la direttiva 2011/98/UE con il d.lgs. 40/2014, ma non ha trasposto il dettato dell’art. 12 in essa contenuto, che garantisce ai cittadini extra-UE ammessi in uno Stato membro con un permesso di soggiorno non per motivi di...
Tribunale di Perugia, sez. lavoro, ordinanza del 26 luglio 2019

18/7/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
MAE. Per integrare la causa di rifiuto della consegna dell’imputato allo Stato membro richiedente, la nozione di "residenza" che viene in considerazione presuppone l'esistenza di un radicamento reale e non estemporaneo dello straniero nello Stato. Vanno considerati la legalità della presenza in Italia, l'apprezzabile continuità temporale e stabilità della stessa, la distanza temporale tra quest'ultima e la commissione del reato e la condanna conseguita all'estero, la fissazione in Italia della sede principale, anche se non esclusiva, e consolidata degli interessi lavorativi, familiari ed ...
Corte di cassazione, sez. VI, 18 luglio 2019, n. 32404

13/6/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
La normativa di natura privatistica di una federazione sportiva nazionale che disciplina l’accesso alle competizioni sportive, in particolare nel campo dell’atletica a livello amatoriale nella categoria senior, non può escludere la partecipazione ai campionati nazionali dei cittadini appartenenti ad altri Stati membri in quanto è soggetta anch’essa al rispetto delle libertà fondamentali e del divieto di discriminazione in base alla cittadinanza, previste agli articoli 18 e 21 del TFUE. Una tale restrizione alla libertà di circolazione dei cittadini dell’Unione può essere giustifi...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, sentenza del 13 giugno 2019 nella causa C 22/18

6/6/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
L’articolo 87, paragrafo 8, del regolamento (CE) n. 883/2004 modificato dal regolamento(CE) n. 988/2009, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, deve essere interpretato nel senso che ad una persona che, alla data di applicazione del regolamento n. 883/2004, esercitasse un’attività subordinata in uno Stato membro e un’attività autonoma in un altro Stato membro, simultaneamente assoggettata alle legislazioni applicabili in materia di sicurezza sociale di tali due Stati membri, si applica la legislazione di un solo Stato membro, senza che sia stata presentata previa...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. VI, sentenza del 6 giugno 2019 nella causa C-33/18

5/6/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
L’obbligo di traduzione del mandato d’arresto europeo previsto dall’art. 7 della l. 69/200, si riferisce unicamente a tale provvedimento e non sussiste anche per gli ulteriori atti compiuti nell’ambito del procedimento estero, traduzione da richiedere da parte dell’interessato esclusivamente alla competente autorità giudiziaria dello Stato di emissione del mandato.Corte di cassazione, sez. VI, 5 giugno 2019, n. 25071(n. 338) SENTENZA sul ricorso proposto da: L. C. nato il 21/01/1974 a Giulianova (Teramo) avverso la ordinanza dell'8/04/2019 della Corte di appello di Bologna visti gli...
Corte di cassazione, sez. VI, 5 giugno 2019, n. 25071

27/5/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
La nozione di «autorità giudiziaria emittente», ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, dev’essere interpretata nel senso che essa non ricomprende le procure di uno Stato membro, come la Germania, che siano esposte al rischio di essere soggette, direttamente o indirettamente, a ordini o a istruzioni individuali da parte del potere esecutivo, qua...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 27 maggio 2019 nelle cause riunite C 508/18 e C 82/19