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Risultati della ricerca per: “Unione europea”

Sono state trovate 524 decisioni - pagina Pagina 4 di 53

27/2/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 20 TFUE va interpretato nel senso che uno Stato membro non può respingere la domanda di ricongiungimento familiare di un cittadino di un Paese terzo, coniuge di un cittadino dell’Unione che è anche cittadino di detto Stato membro e che non ha mai esercitato la propria libertà di circolazione, per l’unico motivo che tale ultimo cittadino non possiede risorse economiche sufficienti ai sensi dell’art. 7, par. 1, lett. b) e par. 2 dir. 2004/38 e senza esaminare se sussiste tra i coniugi un rapporto di dipendenza tale per cui, in caso di diniego del diritto di soggiorno al cittadi...
Corte giustizia dell’Unione europea, sez. V, sentenza 27 febbraio 2020, causa C-836/18, Subdelegación del Gobierno en Ciudad Real

4/2/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
Quando oggetto del mandato d’arresto europeo è un cittadino di un altro Stato membro dell’Unione che invochi il rifiuto della consegna ai sensi dell’art. 18-bis, co. 1, lett. c), l. 69/2005, allegando documenti inidonei a provare il suo stabile “radicamento” in Italia, la Corte d’appello, è tenuta a verificare se detto radicamento abbia una consistenza tale da giustificare il rifiuto della consegna allo Stato emittente, in deroga agli obblighi di collaborazione e cooperazione giudiziaria esistenti nell'ambito dell’Unione europea. Corte di cassazione, sez. VI penale, 4 febbraio ...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 4 febbraio 2020, n. 4534

9/1/2020 - Italiana - Civile - Cassazione
Le disposizioni in materia di ricorso avverso il provvedimento di allontanamento adottato contro cittadini dell’Unione europea o i loro familiari (artt. 22 d.lgs. n. 30/2007 e 17 d.lgs. n. 150/2011) non prevedono una speciale legittimazione passiva del Prefetto, né questa può essere ricavata per analogia dalla previsione, di natura eccezionale, contenuta nell’art. 18 d.lgs. n. 150/2011 in relazione al procedimento di opposizione all’espulsione dei cittadini extra-UE; ne consegue che tale ricorso va proposto contro il Ministero dell’interno in persona del Ministro, unico legittimato p...
Corte di cassazione, sez. I civile, 9 gennaio 2020, n. 269

9/1/2020 - Italiana - Civile - Cassazione
Il provvedimento espulsivo adottato ex art. 13, co. 2, lett. b), TUI presuppone la volontarietà, da parte dell’interessato, di trattenersi in Italia senza richiedere il titolo di soggiorno entro il termine prescritto. È pertanto illegittima l’espulsione disposta nello stesso giorno dell’avvenuta scarcerazione dello straniero che si trova sul territorio dello Stato in quanto oggetto di un mandato d’arresto europeo.Corte di cassazione, sez. I civile, 9 gennaio 2020, n. 270 (n. 352) ORDINANZA sul ricorso 19849/2017 proposto da: -OMISSIS-, domiciliato in Roma, piazza Cavour, presso la Ca...
Corte di cassazione, sez. I civile, 9 gennaio 2020, n. 270

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In caso di MAE emesso ai fini dell’esecuzione della pena, il rispetto dei requisiti inerenti alla tutela giurisdizionale effettiva di cui deve beneficiare la persona oggetto del MAE è assicurato dalla decisione nazionale che ha inflitto la condanna. Ne consegue che la decisione quadro 2002/584/GAI non osta ad una disciplina nazionale in forza della quale competente ad emettere il MAE c.d. esecutivo è un’autorità che non è essa stessa un organo giurisdizionale e che non prevede avverso la decisione di detta autorità l’esistenza di un ricorso distinto. [Nella fattispecie, la normativa...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nella causa C- 627/19, Openbaar Ministerie (Procureur du Roi de Bruxelles)

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La nozione di “minaccia per l’ordine pubblico” di cui all’articolo 6, par. 1, lett. e) del codice frontiere Schengen non si riferisce esclusivamente a un comportamento individuale che rappresenta una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave per un interesse fondamentale della società dello Stato membro interessato. Detta disposizione pertanto non osta a una prassi nazionale in forza della quale le autorità competenti possono adottare una decisione di rimpatrio nei confronti di uno straniero non soggetto all’obbligo di visto presente sul territorio per un soggiorno di breve ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nella causa C-380/18, E.P. (Menace pour l’ordre public)

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1. Non rientra nell’ambito d’applicazione della direttiva 2003/86 la domanda di ingresso e di soggiorno del familiare di un cittadino dell’Unione che non ha esercitato il proprio diritto di libera circolazione. La Corte di giustizia è nondimeno competente a pronunciarsi in via pregiudiziale sull’interpretazione dell’art. 6 della direttiva in detta situazione se tale disposizione è resa applicabile in modo diretto ed incondizionato dal diritto nazionale.2. La nozione di “minaccia per l’ordine pubblico” di cui all’art. 6, par. 1 e 2, della direttiva 2003/86 non si riferisce e...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nelle cause riunite C 381/18 e C 382/18, G.S. (Menace pour l’ordre public)

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In materia di MAE, la nozione di “autorità emittente” (art. 6, par.1, decisione quadro 2002/584/GAI) comprende i magistrati della procura di uno Stato membro incaricati dell’esercizio dell’azione pubblica e posti sotto il controllo gerarchico di un superiore se il loro status ne garantisce l’indipendenza, segnatamente dal potere esecutivo, nell’ambito del procedimento di emissione del MAE.I requisiti inerenti alla tutela giurisdizionale effettiva di cui deve beneficiare l’individuo oggetto del MAE sono soddisfatti qualora il diritto nazionale dello Stato emittente preveda che le...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nelle cause riunite C-566/19 PPU e C-626/19 PPU

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli Stati membri possono (ma non devono) autorizzare il ricongiungimento di membri della famiglia di un rifugiato diversi da quelli contemplati dall’art. 4, direttiva 2003/86/CE, perché incapaci di provvedere al proprio sostentamento a causa del loro stato di salute, purché (i) essi siano a carico dello straniero (art. 10, par. 2, direttiva) e (ii) l’accertamento di detti requisiti sia condotto tenendo conto della particolare situazione del rifugiato e all’esito di un esame individuale del caso di specie. L’espressione “a carico” ricomprende le situazioni in cui il rifugiato prov...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. V, sentenza 12 dicembre 2019 nella causa C-519/18, Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal (Regroupement familial - sœur de réfugié)

5/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Secondo l’Avvocato generale, l’art. 33, par. 2, direttiva 2013/32 osta a una normativa nazionale che considera inammissibile la domanda di protezione del richiedente che è giunto in tale Stato membro attraverso uno Stato terzo in cui non è esposto a persecuzioni o al rischio di danno grave, o in cui è garantito un adeguato livello di protezione. Tale figura non sembra infatti rientrare né nella nozione di Paese di primo asilo (art. 35 dir.) - che presuppone che lo straniero già benefici in detto Stato di una protezione effettiva e che sia garantito il principio del non respingimento ...
Conclusioni dell’avvocato generale M. Bobek presentate il 5 dicembre 2019 nella causa C-564/18, Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal (Tompa)