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Risultati della ricerca per: “Unione europea”

Sono state trovate 524 decisioni - pagina Pagina 3 di 53

8/6/2020 - Italiana - Amministrativo - TAR
L’inutile decorso del termine semestrale per il trasferimento del richiedente protezione internazionale dall’Italia verso lo Stato membro competente in applicazione del reg. c.d. “Dublino III”, attribuisce la competenza allo Stato italiano per l’esame della domanda di protezione e determina pertanto l’illegittimità della decisione di trasferimento. Si tratta tuttavia di elemento viziante che non implica la caducazione ipso iure della decisione di trasferimento. Ne segue che persiste in capo al ricorrente l’interesse ad ottenerne la rimozione, che in ogni caso deve avvenire chiar...
TAR Lazio, sez. I stralcio, 8 giugno 2020, n. 6179

26/5/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
Ai fini del rifiuto dell’esecuzione del mandato d’arresto europeo in ragione della sussistenza di un fondato pericolo che l’individuo oggetto del MAE, qualora consegnato, sia sottoposto ad un procedimento in violazione del diritto ad un equo processo, l’interessato deve allegare circostanze specifiche e concrete che possano giustificare anche il mero sospetto del carattere non equo del procedimento, non essendo per contro sufficiente la mera denuncia di carenze sistemiche nello Stato membro UE emittente. [Nel caso di specie, l’entrata in vigore nello Stato membro emittente (Polonia),...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 26 maggio 2020, n. 15924

15/5/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
In tema di mandato d’arresto europeo, il rifiuto della consegna con disposizione dell’esecuzione in Italia della pena inflitta al cittadino italiano o al cittadino UE ivi residente o dimorante (art. 18 bis, lett. c), l. 69/2005) esige il formale riconoscimento della condanna pronunciata dallo Stato di emissione del MAE (d.lgs 161/2010) anche allo scopo di verificare la compatibilità della pena irrogata con la legislazione italiana. Ai fini di tale riconoscimento, il consenso dell’individuo oggetto del MAE il quale abbia invocato il suddetto motivo di rifiuto si presume, senza che ciò n...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 15 maggio 2020, n. 15245

2/4/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 36 dell’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) implica che quando uno Stato membro è richiesto da un Paese terzo dell’estradizione di un cittadino di uno Stato non membro dell’Unione ma parte dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) e del SEE, lo Stato UE è tenuto a verificare che detto cittadino non sarà sottoposto a trattamenti contrari all’art. 19, par. 2 della Carta. In tale contesto, la circostanza che il Paese AELS abbia, in passato (prima che questi ne diventasse cittadino), riconosciuto l’asilo all’estradando proprio per il procedimento penale ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande Sezione, sentenza 2 aprile 2020, causa C-897/19 PPU, Ruska Federacija

2/4/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Non essendosi conformate agli adempimenti di cui all’articolo 5, par. 2, della decisione 2015/1601 e/o dell’articolo 5, par. 2, della decisione 2015/1523 e a quelli conseguenti in materia di ricollocazione dei richiedenti protezione internazionale, la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica ceca sono venute meno agli obblighi ad esse incombenti in forza del diritto dell’Unione. L’art. 72 TFUE non giustifica l’omessa applicazione delle decisioni di ricollocazione, atteso che detta disposizione non può essere invocata a soli fini di prevenzione generale senza dimostrare un rapporto dire...
Corte di giustizia dell’Unione europea, terza sezione, sentenza 2 aprile 2020, cause riunite C 715/17, C 718/17 e C 719/17, Commissione c. Polonia

31/3/2020 - Italiana - Civile - Cassazione
Lo straniero, coniuge di un cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea e legalmente soggiornante in detto Paese, non può opporsi alla propria espulsione ex art. 13 TUI invocando la direttiva 2004/38 (e disciplina nazionale di attuazione) la quale si applica esclusivamente qualora egli accompagni o raggiunga il proprio coniuge in Italia.In una simile situazione, la circostanza che sia stata disposta l’espulsione ex art. 13 anziché l’intimazione di cui all’art. 5, co.7 bis e ter, TUI, integra una doglianza sulle modalità dell’espulsione che non inficia la legittimità del dec...
Corte di cassazione, sez. I civile, 31 marzo 2020, n. 7610

19/3/2020 - Italiana - Costituzionale - Autorità varie
In materia di mandato d’arresto europeo, è rimessa alla Consulta, in quanto rilevante e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 18 bis l. 69/2005 (come introdotto dall’art. 6, co. 5, lett. b, l. 177/2019) in riferimento agli artt. 3, 11, 27 comma 3, e 117 comma 1, Cost., nella parte in cui non prevedendo il rifiuto facoltativo della consegna del cittadino di uno Stato non membro dell’Unione europea, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano, si pone in contrasto con il diritto fondamentale al rispe...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 19 marzo 2020, n. 10371

19/3/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1. Elencando esaustivamente le ipotesi in cui uno Stato membro può respingere in quanto inammissibile una domanda di protezione, l’art. 33, par. 2, dir. 2013/32 osta a una normativa nazionale che considera inammissibile la domanda se il richiedente è giunto in detto Stato attraverso un Paese terzo in cui non è esposto a persecuzioni o al rischio di danno grave, o in cui è garantito un adeguato livello di protezione. Dette ipotesi, infatti, non sono riconducibili né (i) al concetto di Paese terzo sicuro (art. 33, par. 2, lett. c), figura che esige il rispetto, cumulativamente, di tutte l...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 19 marzo 2020, causa C-564/18, Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal

19/3/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1. L’art. 46, par. 3, dir. 2013/32 (c.d. “direttiva procedure”), letto alla luce dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali, non osta a che il diritto nazionale conferisca al giudice solo il potere di annullare e non anche di riformare le decisioni delle autorità amministrative competenti in materia di protezione internazionale. Occorre tuttavia che, chiamate a riesaminare la questione, dette autorità adottino una nuova decisione entro un termine breve e conformandosi alla valutazione contenuta nella sentenza di annullamento. Se, all’esito di un esame completo ed ex nunc di ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 19 marzo 2020, causa C-406/18, PG

16/3/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
La disciplina dell’allontanamento del cittadino UE e la possibilità del suo reingresso è materia regolata non già dalla ordinaria normativa sugli stranieri di cui al TUI (alla quale fa espresso riferimento l’art. 183 bis disp. att. cod.proc.pen. in tema di «Esecuzione della misura di sicurezza dell’espulsione del cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea e dell’apolide») bensì dal diritto europeo (di cui alla direttiva comunitaria 2004/38/CDE) e dalle norme interne di attuazione (il d.lgs. n. 30 del 2007 richiamato espressamente dall’art. 183 ter disp. att. c...
Corte di cassazione, sez. I penale, 16 marzo 2020, n. 10297