Indice di recerca: Unione europea - Cooperazione giudiziaria penale e civile

Sono state trovate 78 decisioni - pagina Pagina 1 di 8

5/6/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
L’obbligo di traduzione del mandato d’arresto europeo previsto dall’art. 7 della l. 69/200, si riferisce unicamente a tale provvedimento e non sussiste anche per gli ulteriori atti compiuti nell’ambito del procedimento estero, traduzione da richiedere da parte dell’interessato esclusivamente alla competente autorità giudiziaria dello Stato di emissione del mandato.Corte di cassazione, sez. VI, 5 giugno 2019, n. 25071(n. 338) SENTENZA sul ricorso proposto da: L. C. nato il 21/01/1974 a Giulianova (Teramo) avverso la ordinanza dell'8/04/2019 della Corte di appello di Bologna visti gli...
Corte di cassazione, sez. VI, 5 giugno 2019, n. 25071

27/5/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La nozione di «autorità giudiziaria emittente», ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, dev’essere interpretata nel senso che essa non ricomprende le procure di uno Stato membro, come la Germania, che siano esposte al rischio di essere soggette, direttamente o indirettamente, a ordini o a istruzioni individuali da parte del potere esecutivo, qua...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 27 maggio 2019 nelle cause riunite C 508/18 e C 82/19

14/2/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
Ai sensi dell’art. 18 lett. r) legge 22 aprile 2005, n. 69, è possibile far valere il motivo di rifiuto di consegna ai fini dell’esecuzione della pena soltanto da parte del cittadino italiano nonché, giusta pronuncia d’incostituzionalità con sentenza del Giudice delle Leggi del 12 maggio 2010, n. 227, del cittadino di altro Stato membro della Unione europea che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano. Detta disposizione non può invece trovare applicazione nei confronti del cittadino extra-UE quantunque regolarmente soggiornante da lungo perio...
Corte di cassazione, sez. VI, ord. 14 febbraio 2019, n. 7214

12/2/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, dev’essere interpretata nel senso che essa osta a una disposizione nazionale, come quella di cui al procedimento principale, che prevede un obbligo generale e incondizionato di rimessa in libertà di una persona ricercata e arrestata in forza di un mandato d’arresto europeo allo scadere di un termine di 90 giorni dal suo arresto, allorché esiste un rischio molto elevato di fuga della medesima, che non può essere ridotto a un livello ac...
Corte di giustizia Unione europea, Prima sezione, sentenza nella causa C 492/18 PPU, 12 febbraio 2019

5/2/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
In tema di mandato di arresto europeo c.d. esecutivo, ai fini della configurabilità del motivo di rifiuto della consegna previsto dall’art. 18, lett. h), legge 22 aprile 2005, n. 69, occorre accertare l’effettiva sussistenza di un pericolo di trattamento inumano e degradante, ostativo alla consegna del detenuto all’autorità dello Stato membro di emissione, occorre l’acquisizione, da parte dell’autorità giudiziaria remittente, attraverso informazioni “individualizzate” sul regime di detenzione. Ove la Corte di merito abbia richiesto e ottenuto dall’autorità penitenziaria cen...
Corte di cassazione, sez. VI, sent. 5 febbraio 2019, n. 6139

6/12/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Ai sensi dell’art. 8, par. 1, lett. f), della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, l’esecuzione della pena accessoria del condannato non può considerarsi privazione della libertà se nel mandato d’arresto europeo dello Stato che ha emesso la condanna viene omessa l’indicazione di tale pena oltre a quella principale. Invero, l’omessa indicazione della pena accessoria non rientra nell’ambito di applicazione della cosiddetta regola della specialità – secondo cui la persona sottoposta a e...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, 6 dicembre 2018, C-551/18

13/11/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli articoli 18 e 21 TFUE devono essere interpretati nel senso che, in presenza di una domanda, presentata da un paese terzo, di estradizione di un cittadino dell’Unione europea che ha esercitato il proprio diritto alla libera circolazione, la quale sia finalizzata non all’esercizio dell’azione penale, bensì all’esecuzione di una pena detentiva, lo Stato membro richiesto, il cui diritto nazionale vieti l’estradizione dei propri cittadini al di fuori dell’Unione ai fini dell’esecuzione di una pena e preveda la possibilità che una siffatta pena irrogata all’estero sia scontata...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, 13 novembre 2018, C 247/17

21/8/2018 - Italiana - Civile - Cassazione
La domanda di risarcimento scaturente da fatto illecito avvenuto all’estero, commesso in danno di cittadino italiano da parte di un cittadino di altro Stato, anche quando possa essere conosciuta dal giudice italiano secondo le regole sulla giurisdizione, è soggetta alla legge del luogo ove è avvenuto il fatto.La circostanza che l’applicazione della legge straniera, da parte del giudice italiano, in base alle regole del diritto internazionale privato o al diritto comunitario, lo conduca a negare il risarcimento del danno non patrimoniale da fatto illecito, ovvero a liquidarlo in misura in...
Corte di cassazione, sez. III, ord. 21 agosto 2018, n. 20841

25/7/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 1, paragrafo 3, l’articolo 5 e l’articolo 6, paragrafo 1, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, devono essere interpretati nel senso che l’autorità giudiziaria dell’esecuzione, qualora disponga di elementi comprovanti l’esistenza di carenze sistemiche o generalizzate delle condizioni di detenzione all’interno degli istituti penitenziari dello Stato membro emitten...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, 25 luglio 2018, C 220/18 PPU

5/7/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 23, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, deve essere interpretato nel senso che lo Stato membro nel quale sia stata presentata una nuova domanda di protezione internazionale è competente per l’esame di quest’ultima, qualora una richiesta di ripresa in carico non sia stata formulata da detto Stato membro entro i termini di cui all’articolo 23, paragrafo 2, di tale regolamento, pur se, da un lato, un altro Stato membro era competente per l’esame di domande di protezione internazionale presentate in preced...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, 5 luglio 2018, C 213/17