Indice di recerca: Unione europea - Cooperazione giudiziaria penale e civile

Sono state trovate 109 decisioni - Pagina 1 di 11

24/3/2021 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La competenza giurisdizionale del giudice che deve pronunciarsi sulla responsabilità genitoriale va determinata in base alle Convenzioni internazionali e non ex art. 10 del regolamento “Bruxelles II bis” (reg. 2201/2003) qualora la residenza abituale del minore, a seguito di sottrazione internazionale, si sia radicata in uno Stato extra-UE. In mancanza di convenzioni internazionali applicabili, la competenza giurisdizionale deve essere determinata ex art. 14 del medesimo regolamento. [La fattispecie alla base del rinvio pregiudiziale riguarda una coppia di cittadini indiani genitori di un...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 24 marzo 2021, causa C 603/20 PPU, MCP

17/3/2021 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
La sentenza pronunciata da un giudice di uno Stato extra-UE non può costituire di per sé una decisione giudiziaria ex artt. 1, par. 1 e 8, par. 1 lett. c), decisione quadro 2002/584 ai fini dell’emissione di un mandato d’arresto europeo. Di contro, la decisione di un’autorità giudiziaria di uno Stato membro UE che riconosce o dà esecuzione alla sentenza di uno Stato terzo soddisfa i requisiti prescritti dalle disposizioni citate. Ne segue che un mandato d’arresto europeo può essere fondato sulla decisione di un giudice di uno Stato membro che, in attuazione di un accordo bilateral...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza 17 marzo 2021, causa C-488/19, Minister for Justice and Equality (Mandat d’arrêt - Condamnation dans un État tiers, membre de l’EEE)

21/12/2020 - Italiana - Civile - Cassazione
È richiesto alla Corte di giustizia UE di pronunciarsi in via pregiudiziale (art. 267 TFUE) sulla seguente questione interpretativa: se, ai fini dell’individuazione della legge applicabile in tema di obblighi contributivi e assicurativi nel settore dell’aviazione, la nozione di «persona occupata prevalentemente nel territorio dello Stato membro nel quale risiede» prevista dal reg. n. 1408/71 (art. 14, punto 2, lett. a, ii) vada interpretata analogamente a quella di «luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività» prevista dal reg. n. 44/2001 in materia civile e co...
Corte di cassazione, sez. lavoro civile, 21 dicembre 2020, n. 29236

17/12/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La situazione di un cittadino dell’Unione che è oggetto di una richiesta di estradizione da parte di uno Stato terzo e che soggiorna in uno Stato membro diverso da quello di cui possiede la nazionalità rientra nell’ambito d’applicazione del diritto dell’Unione (art. 18 e 21 TFUE) anche se la cittadinanza dell’Unione è stata acquistata in epoca successiva al trasferimento dell’interessato nello Stato che lo ospita. In questo contesto, né lo Stato ospitante (che ha ricevuto la richiesta di estradizione dal Paese terzo) né lo Stato di nazionalità (informato, al riguardo, dal pri...
Corte di giustizia dell’Unione europea (GS), sentenza 17 dicembre 2020, causa C-398/19, Generalstaatsanwaltschaft Berlin (Extradition vers l'Ukraine)

14/12/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
Non esiste alcuna norma che riconosca al destinatario di un mandato d’arresto europeo il diritto a partecipare personalmente all’udienza di trattazione nell’ambito del ricorso in Cassazione avverso la decisione di consegna. Infatti, tale ricorso è trattato nelle forme dell’art. 127 c.p.p. (art. 22, co. 3, l. n. 69/2005) e non vi è alcuna ragione per derogare alla regola generale per la quale in Cassazione le parti sono rappresentate dai difensori (art. 613, co. 1, c.p.p.). Ne segue che va rigettata l’istanza di rinvio dell’udienza presentata per impossibilità del ricorrente a co...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 14 dicembre 2020, n. 35818

8/12/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Le nozioni di «autorità giudiziaria» e di «autorità di emissione», ai sensi dell’art. 1, par. 1 e dell’art. 2, lett. c) della direttiva relativa all’ordine europeo di indagine penale (dir. 2014/41/UE) comprendono la procura e il pubblico ministero di uno Stato membro, indipendentemente dal rapporto di subordinazione tra questi e l’esecutivo nonché dalla possibilità che, nell’esercizio delle loro funzioni nell’ambito dell’adozione di un ordine europeo d’indagine, questi siano soggetti, direttamente o indirettamente, ad ordini o istruzioni individuali da parte del potere ...
Corte di giustizia dell’Unione europea (GS), sentenza 8 dicembre 2020, causa C-584/19, Staatsanwaltschaft Wien/A. e.a

26/11/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 604 bis, co. 1, lett. a), c.p., è necessario che l’autore ponga in essere l’attività di propaganda, consistente nella divulgazione ad un vasto pubblico di un sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori fondati sulla qualità personale (la “razza”) di un soggetto, mentre sfuggono all’incriminazione espressioni di generica antipatia, insofferenza o rifiuto riconducibile a motivazioni attinenti alla razza, alla nazionalità o alla religione. Ne segue che il soggetto condannato in German...
Corte di cassazione, sez. I penale, 26 novembre 2020, n. 33414

24/11/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In tema di mandato d’arresto europeo, la nozione di «autorità giudiziaria dell’esecuzione» (art. 6, par. 2, decisione quadro 2002/584/GAI) è una nozione autonoma del diritto dell’Unione. Analogamente a quanto già statuito dalla Corte sulla «autorità giudiziaria emittente» (art. 6, par. 1, della dec. quadro), tale nozione comprende le autorità nazionali, non necessariamente giudici o organi giurisdizionali, che partecipano all’amministrazione della giustizia penale dello Stato membro di esecuzione ed esercitano le loro funzioni, in piena indipendenza dal potere esecutivo, nell...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza 24 novembre 2020, causa C-510/19, Openbaar Ministerie (Faux en écritures)

29/10/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
In assenza di ragioni serie e comprovate per ritenere che i diritti fondamentali dell’individuo oggetto del MAE siano gravemente compromessi in caso di consegna, deve essere eseguito il mandato d’arresto europeo emesso dal Regno Unito, atteso che, anche dopo Brexit, permangono in detto ordinamento adeguate garanzie di rispetto delle tutele fondamentali, in particolare, in virtù dell’appartenenza del Regno Unito alla CEDU. Inoltre, l’Italia non si è avvalsa della facoltà di cui all’art. 185, co. 3, dell’Accordo di recesso, in base al quale l’autorità giudiziaria di esecuzione ...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 29 ottobre 2020, n. 30006

23/7/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
In materia di mandato d’arresto europeo, il pericolo di contrarre il Covid-19 in carcere nello Stato membro di emissione del mandato non è, di per se stesso, un motivo sufficiente per rifiutare la consegna, poiché tale doglianza non attiene alla inadeguatezza intrinseca delle strutture penitenziarie di detto Paese a garantire condizioni di vita dei detenuti conformi all’art. 3 CEDU [Nella fattispecie, inoltre, la doglianza sarebbe altresì puramente congetturale, atteso che il carcere dove il consegnando dovrebbe essere detenuto non può essere individuato con assoluta certezza]. Corte d...
Corte di cassazione, sez. VI penale, sentenza 23 luglio 2020, n. 22275