Indice di recerca: Unione europea - Cooperazione giudiziaria penale e civile

Sono state trovate 92 decisioni - pagina Pagina 1 di 10

19/3/2020 - Italiana - Costituzionale - Autorità varie
In materia di mandato d’arresto europeo, è rimessa alla Consulta, in quanto rilevante e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 18 bis l. 69/2005 (come introdotto dall’art. 6, co. 5, lett. b, l. 177/2019) in riferimento agli artt. 3, 11, 27 comma 3, e 117 comma 1, Cost., nella parte in cui non prevedendo il rifiuto facoltativo della consegna del cittadino di uno Stato non membro dell’Unione europea, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano, si pone in contrasto con il diritto fondamentale al rispe...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 19 marzo 2020, n. 10371

4/2/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
Quando oggetto del mandato d’arresto europeo è un cittadino di un altro Stato membro dell’Unione che invochi il rifiuto della consegna ai sensi dell’art. 18-bis, co. 1, lett. c), l. 69/2005, allegando documenti inidonei a provare il suo stabile “radicamento” in Italia, la Corte d’appello, è tenuta a verificare se detto radicamento abbia una consistenza tale da giustificare il rifiuto della consegna allo Stato emittente, in deroga agli obblighi di collaborazione e cooperazione giudiziaria esistenti nell'ambito dell’Unione europea. Corte di cassazione, sez. VI penale, 4 febbraio ...
Corte di cassazione, sez. VI penale, 4 febbraio 2020, n. 4534

9/1/2020 - Italiana - Civile - Cassazione
Il provvedimento espulsivo adottato ex art. 13, co. 2, lett. b), TUI presuppone la volontarietà, da parte dell’interessato, di trattenersi in Italia senza richiedere il titolo di soggiorno entro il termine prescritto. È pertanto illegittima l’espulsione disposta nello stesso giorno dell’avvenuta scarcerazione dello straniero che si trova sul territorio dello Stato in quanto oggetto di un mandato d’arresto europeo.Corte di cassazione, sez. I civile, 9 gennaio 2020, n. 270 (n. 352) ORDINANZA sul ricorso 19849/2017 proposto da: -OMISSIS-, domiciliato in Roma, piazza Cavour, presso la Ca...
Corte di cassazione, sez. I civile, 9 gennaio 2020, n. 270

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In caso di MAE emesso ai fini dell’esecuzione della pena, il rispetto dei requisiti inerenti alla tutela giurisdizionale effettiva di cui deve beneficiare la persona oggetto del MAE è assicurato dalla decisione nazionale che ha inflitto la condanna. Ne consegue che la decisione quadro 2002/584/GAI non osta ad una disciplina nazionale in forza della quale competente ad emettere il MAE c.d. esecutivo è un’autorità che non è essa stessa un organo giurisdizionale e che non prevede avverso la decisione di detta autorità l’esistenza di un ricorso distinto. [Nella fattispecie, la normativa...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nella causa C- 627/19, Openbaar Ministerie (Procureur du Roi de Bruxelles)

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In materia di MAE, la nozione di “autorità emittente” (art. 6, par.1, decisione quadro 2002/584/GAI) comprende i magistrati della procura di uno Stato membro incaricati dell’esercizio dell’azione pubblica e posti sotto il controllo gerarchico di un superiore se il loro status ne garantisce l’indipendenza, segnatamente dal potere esecutivo, nell’ambito del procedimento di emissione del MAE.I requisiti inerenti alla tutela giurisdizionale effettiva di cui deve beneficiare l’individuo oggetto del MAE sono soddisfatti qualora il diritto nazionale dello Stato emittente preveda che le...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nelle cause riunite C-566/19 PPU e C-626/19 PPU

28/11/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
In materia di mandato d’arresto europeo, l’Autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione non può disattendere in base a generiche censure le informazioni richieste e ufficialmente comunicate dalle Autorità dello Stato emittente volte ad escludere la sussistenza di un rischio reale di trattamento inumano e degradante dell’individuo oggetto del MAE in caso di consegna a tale Paese, che va apprezzato nella sua attualità. Non è pertanto censurabile la decisione di consegnare il condannato alla Romania, alla luce del miglioramento delle condizioni detentive generali in detto Stato, né ...
Corte di cassazione, sez. V penale, 28 novembre 2019, n. 48396

6/11/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
La condizione del radicamento in Italia del ricercato ai fini del rifiuto dell’esecuzione del MAE, emesso ai fini dell’espiazione della pena, rileva esclusivamente in quanto strettamente connessa ai diritti e alle libertà assicurate ai cittadini degli Stati membri dal diritto dell’Unione europea. Ne consegue che il motivo di rifiuto di cui all’art. 18, lett. r), l. 69/2005 è invocabile solo dai cittadini italiani e dai cittadini europei. Non dà dunque luogo a censure di legittimità della decisione sulla consegna l’omesso esame del radicamento in Italia del cittadino di uno Stato ...
Corte di cassazione, sez. VI, 6 novembre 2019, n. 45190

31/10/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
La situazione critica delle carceri belghe determinata dagli scioperi degli agenti penitenziari attestata nel 2017 e nel 2018 dal Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa prospetta un rischio serio di trattamenti inumani e degradanti per i detenuti. Viola pertanto l’art. 18, lett. h), l. 69/2005 il giudice che disponga la consegna verso il Belgio dell’individuo oggetto del MAE senza aver preventivamente ottenuto dall’amministrazione penitenziaria di tale Paese le informazioni che gli consentano di escludere la sussistenza in concreto del predetto rischio. Nella ...
Corte di cassazione, sez. VI, 31 ottobre 2019, n. 44397

15/10/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In tema di mandato d’arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri, l’autorità giudiziaria dell’esecuzione è tenuta a verificare le condizioni di detenzione degli istituti penitenziari dello Stato membro emittente al fine di valutare se esistano seri e comprovati motivi di ritenere che, a seguito della sua consegna al suddetto Stato membro, la persona oggetto di un mandato d’arresto europeo correrà un rischio reale di essere sottoposta a un trattamento inumano o degradante, ai sensi dell’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali. In particolare occorre tener conto...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 15 ottobre 2019, nella causa C 128/18

10/10/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
Per il reato rispetto al quale non v’è giurisdizione italiana e per il quale non ha proceduto l’autorità italiana, non è possibile considerare nel periodo di espiazione della pena per altro reato commesso e giudicato in Italia il periodo trascorso in detenzione all’estero in forza del trasferimento temporaneo conseguente all’esecuzione di un mandato di arresto europeo. In virtù del principio secondo cui “in tema di fungibilità della pena, in tanto è possibile computare la detenzione patita in uno Stato straniero, in quanto essa sia relativa ad un fatto-reato per cui si è proce...
Corte di cassazione, sez. I, 10 ottobre 2019, n. 41659