Indice di recerca: Espulsione - T.U.L.P.S., art. 25 Legge 152/75, TU n. 309/90, Legge 39/90

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13/2/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
La condotta di reingresso non autorizzato nel territorio dello Stato non è scriminata dalla necessità di ricongiungersi alla famiglia ma può eventualmente legittimare una richiesta di autorizzazione al rientro.Corte di cassazione, sez. VII, 13 febbraio 2019, n. 6848(n. 331) ORDINANZA sul ricorso proposto da: E.F.H. nato il 13/02/1980 avverso la sentenza del 16/01/2018 della CORTE APPELLO di BOLOGNA dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO COSTANZO; RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso presentato dal difensore di H.E.F. contro la sentenza ...
Corte di cassazione, sez. VII, 13 febbraio 2019, n. 6848

26/10/2017 - Italiana - Penale - Cassazione
In sede di apprezzamento della domanda di revoca o di ineseguibilità in via anticipata della misura di sicurezza dell’espulsione, il magistrato e il Tribunale di sorveglianza sono tenuti ad esaminare i profili in fatto e in diritto introdotti dalla parte, risolvendo, ove necessario ed in via incidentale, ogni questione in tema di sussistenza dei presupposti per l’ammissione allo status di rifugiato o di persona avente titolo alla protezione sussidiaria.La disposizione di cui all’art. 20 del d.lgs. n. 251 del 2007, nella parte in cui consente di procedere al respingimento per motivi di o...
Corte di cassazione, sez. I, 26 ottobre 2017, n. 49242

26/1/2017 - Italiana - Penale - Cassazione
È inammissibile il ricorso avverso la sentenza del giudice per le indagini preliminari che, pronunciandosi in sede di rinvio in esito alla decisione della Corte suprema, abbia disposto l’espulsione del ricorrente dal territorio dello Stato, a pena espiata (con riguardo a plurimi delitti di cui all’art. 73, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309), in quanto soggetto pericoloso, recependo il decisum del giudice di legittimità e dunque avendo esaminato non soltanto gli elementi a sostegno di un giudizio di pericolosità sociale, riconoscendoli, ma anche l’eventuale sussistenza di cause ostative (ar...
Corte di cassazione, sez. III, 26 gennaio 2017, n. 18846

23/3/2016 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
Costituisce violazione degli artt. 2 (diritto alla vita) e 3 (divieto di tortura e di trattamenti disumani o degradanti) della CEDU, l’espulsione del cittadino iraniano, richiedente asilo e convertito al cristianesimo, in assenza di una nuova valutazione da parte delle competenti autorità svedesi circa i rischi, conseguenti alla sua conversione, che il ricorrente correrebbe se fosse rimpatriato in Iran. Infatti, le autorità svedesi avevano finora preso in considerazione le attività politiche del richiedente asilo contro il regime iraniano, così come il fatto che era stato arrestato in un...
Corte EDU, grande sez., n. 43611/11, F.G. c. Svezia, sent. del 23 marzo 2016

16/2/2016 - Italiana - Civile - Cassazione
In tema di immigrazione, il decreto di espulsione emesso nel confronti dello straniero che abbia omesso di chiedere, nei termini di legge, al Tribunale per i minorenni, il rinnovo dell’autorizzazione al soggiorno per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute dei figli minori che si trovano nel territorio italiano, è illegittimo per violazione della clausola di salvaguardia della coesione familiare di cui agli artt. 5, co. 5, e 31, co. 3, TUI, ove non contenga alcun riferimento alle ragioni per cui non è stata presa in consider...
Corte di cassazione, sez. VI-1 civile, ord. n. 3004 del 16 febbraio 2016

21/1/2016 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
La Grecia ha violato gli artt. 4 (Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato), 6 co. 1 (Diritto a un equo processo entro un termine ragionevole) e 13 (Diritto a un ricorso effettivo) della CEDU, in relazione alla vicenda che ha visto coinvolta una cittadina nigeriana costretta a prostituirsi. Infatti, nonostante fosse stata riconosciuta come vittima di tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, la ricorrente aveva dovuto aspettare più di nove mesi dopo aver informato le autorità greche della sua situazione prima che il sistema giudiziale le riconoscesse tale status. Inol...
Corte europea dei diritti dell’uomo, sez. I, n. 71545/12, L.E. c. Grecia, sent. del 21 gennaio 2016

19/1/2016 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
Il Belgio non ha violato l’art. 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) della CEDU, in relazione alla vicenda di una cittadina guineana, sottoposta nel suo Paese a una mutilazione genitale parziale, e soggetta ad un provvedimento di espulsione dal Belgio in seguito al rigetto della sua domanda di asilo per 3 volte. Infatti, è legittimo che gli Stati vogliano ridurre le domande di asilo ripetitive e palesemente infondate e, quindi, prevedano norme specifiche per la gestione di tali richieste. Nel caso di specie, il rischio, asserito dalla ricorrente, di essere sottoposta a nuova proc...
Corte europea dei diritti dell’uomo, sez. II, n. 27081/13, Sow c. Belgio, sent. del 19 gennaio 2016

8/12/2015 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
Non costituisce violazione dell’art. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita privata e familiare), l’espulsione verso l’Italia, da parte delle competenti autorità svizzere, del cittadino afgano, richiedente asilo e sposato con rito religioso in Iran con una connazionale ancora minorenne. Infatti, al tempo dell’espulsione del ricorrente verso l’Italia, le autorità svizzere hanno correttamente determinato che i ricorrenti non erano da considerarsi sposati. In particolare, la Svizzera non aveva alcun obbligo di riconoscere il matrimonio dello straniero con una quattordicenne, attesa l...
Corte Edu, sez. III, n. 60119/12, Z.H. e R.H. c. Svizzera, sent. dell’8 dicembre 2015

22/9/2015 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
L’Ungheria ha violato l’art. 5, co. 1 (diritto alla libertà e alla sicurezza) CEDU, in relazione alla vicenda di alcuni cittadini somali, residenti in Ungheria, detenuti ai fini della loro espulsione verso la Serbia. Infatti, i ricorrenti hanno subito illegittimamente una proroga della loro detenzione senza la possibilità di ricevere un adeguato controllo giurisdizionale, atteso che tale detenzione non era più giustificata in base al diritto nazionale, poiché era stata presentata dai ricorrenti richiesta di asilo. In particolare, non traspare dalla motivazione delle decisioni pronuncia...
Corte europea dei diritti dell’uomo, sez. II, Nabil e altri c. Ungheria, n. 62116/12

1/9/2015 - Europea - Diritti fondamentali - Corte europea dei diritti dell'uomo
L’Italia ha violato gli artt. 3 (divieto di trattamenti disumani o degradanti), 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), 13 (diritto alla tutela giurisdizionale effettiva) CEDU e l’art. 4 del Protocollo n. 4 (divieto di espulsioni collettive), in relazione alla vicenda che ha visto coinvolti alcuni cittadini tunisini che, sbarcati a Lampedusa nel settembre 2011, erano stati trasferiti nel centro di Contrada Imbriacola. Qui si sono trovati in una situazione di sovraffollamento e scarse condizioni igieniche. Inoltre, è stato loro imposto il divieto di ogni contatto con l’esterno: l’i...
Corte europea dei diritti dell’uomo, sez. II, Khlaifia e altri c. Italia, n. 16483/12