Indice di recerca: Unione europea - Libera circolazione delle persone, protezione internazionale, immigrazione

Sono state trovate 317 decisioni - Pagina 5 di 32

14/5/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 14 della direttiva 2011/95 stabilisce i casi di revoca, cessazione o rifiuto del rinnovo dello status di rifugiato e, specificamente, ai paragrafi 4 e 5, prevede la possibilità di respingimento o espulsione quando vi sono fondati motivi per ritenere che la persona in que­stione costituisca un pericolo per la sicurezza dello Stato membro in cui si trova o, essendo stata condannata con sen­tenza passata in giudicato per un reato di particolare gravità, costituisce un pericolo per la comunità dello Stato membro. La norma è coerente con la Convenzione di Ginevra, secondo la qual...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 14 maggio 2019, nelle cause riunite C 391/16, C 77/17 e C 78/17

18/4/2019 - Italiana - Civile - Cassazione
Il rinnovo del titolo di soggiorno per motivi familiari in favore di un cittadino extra-UE, coniuge di un cittadino italiano, non richiede né il requisito oggettivo della convivenza tra il cittadino italiano e il richiedente – salve le conseguenze dell’accertamento di un matrimonio fittizio o di convenienza, ai sensi dell’art. 35 della direttiva 2004/38/CE del 29 aprile 2004 e, dunque, dell’art. 30 comma 1 bis del TUI – né quello del pregresso regolare soggiorno del richiedente.Corte di cassazione, sez. I, 18 aprile 2019, n. 10925(n. 335) SENTENZA sul ricorso XXX/2018 proposto da:...
Corte di cassazione, sez. I, 18 aprile 2019, n. 10925

2/4/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Il regolamento Dublino III, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, deve essere interpretato nel senso che un cittadino di un paese terzo, che abbia presentato una domanda di protezione internazionale in un primo Stato membro, abbia poi lasciato tale Stato membro e abbia successivamente presentato una nuova domanda di protezione internazionale in un secondo Stato membro, non può, in linea di principio,...
Corte di giustizia dell’Unione europa, Grande sezione, sentenza 2 aprile 2019, cause riunite C‑582/17 e C‑583/17

19/3/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1) L’articolo 29, paragrafo 2, seconda frase, del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giungo 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, deve essere interpretato nel senso che un richiedente «[è] fuggito», ai sensi di tale disposizione, allorché si sottragga deliberatamente alle autorità nazionali competenti per l’esecuzione del trasferimento, al fine d...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza 19 marzo 2019, causa C-163/17

19/3/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 2, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, in combinato disposto con l’articolo 32 del regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen), deve essere interpretato nel senso che non si applica al caso ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza 19 marzo 2019, causa C-444/17

26/2/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 2, punto 2, lettera c), della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, deve essere interpretato nel senso che non può essere qualificato come “discendente diretto” di un cittadino dell’Unione un minore che sia solo sott...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Avvocato generale, conclusioni 26 febbraio 2019, causa C-129/18

7/2/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, e in particolare il suo articolo 67, letto in combinato disposto con l’articolo 11, paragrafo 2, dello stesso, dev’essere interpretato nel senso che l’ammissibilità di una persona a prestazioni familiari nello Stato membro di residenza, in favore di familiari residenti in altro Stato membro, non richiede che tale persona eserciti un’attività professionale subordinata in tale Stato membro né che quest’ultimo le versi una prestazione...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, sentenza del 7 febbraio 2019 nella causa C-322/17

5/2/2019 - Italiana - Costituzionale - Autorità varie
Mediante il ridimensionamento delle ipotesi di tutela umanitaria, il legislatore nazionale, da un lato, ha irrigidito il sistema di riconoscimento della protezione internazionale, creando i presupposti per un rilevante aumento degli stranieri privi di permesso di soggiorno e, dall'altro lato, ha escluso tali soggetti da quelli ammessi a fruire dei servizi concernenti la sanità, l'istruzione superiore e la formazione professionale, che gli articoli 34, comma 1, e 39, comma 5, del TUI (nella versione anteriore al decreto-legge n. 113 del 2018) riconoscevano anche agli stranieri titolari di un p...
Regione Marche, ricorso n. 13 del 5 febbraio 2019

24/1/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1231/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che estende il regolamento (CE) n. 883/2004 e il regolamento (CE) n. 987/2009 ai cittadini di Paesi terzi cui tali regolamenti non siano già applicabili unicamente a causa della nazionalità, deve essere interpretato nel senso che cittadini di Paesi terzi, che soggiornino e lavorino temporaneamente in diversi Stati membri alle dipendenze di un datore di lavoro stabilito in uno Stato membro, possono invocare il beneficio delle norme di coordinamento previste dai regolamenti (CE) n. 88...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza del 24 gennaio 2019, causa C-477/17

10/1/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Qualora il giudice del rinvio abbia posto una questione pregiudiziale sulle presunte violazioni, da parte dell’Irlanda, dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2004/38, avendo impiegato circa due anni per trattare domande di visto d’ingresso per ricongiungimento familiare, se, nel corso nel procedimento davanti alla Corte, tali domande di visto controverse siano state tutte rigettate ed impugnate mediante azioni giudiziarie che non hanno avuto accoglimento, nonostante lo stesso giudice abbia inteso comunque mantenere la domanda di pronuncia pregiudiziale dal momento che una siffatt...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I., ordinanza del 10 gennaio 2019, causa C-169/18