Indice di recerca: Unione europea - Libera circolazione delle persone, protezione internazionale, immigrazione

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2/4/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 36 dell’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) implica che quando uno Stato membro è richiesto da un Paese terzo dell’estradizione di un cittadino di uno Stato non membro dell’Unione ma parte dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) e del SEE, lo Stato UE è tenuto a verificare che detto cittadino non sarà sottoposto a trattamenti contrari all’art. 19, par. 2 della Carta. In tale contesto, la circostanza che il Paese AELS abbia, in passato (prima che questi ne diventasse cittadino), riconosciuto l’asilo all’estradando proprio per il procedimento penale ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande Sezione, sentenza 2 aprile 2020, causa C-897/19 PPU, Ruska Federacija

2/4/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Non essendosi conformate agli adempimenti di cui all’articolo 5, par. 2, della decisione 2015/1601 e/o dell’articolo 5, par. 2, della decisione 2015/1523 e a quelli conseguenti in materia di ricollocazione dei richiedenti protezione internazionale, la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica ceca sono venute meno agli obblighi ad esse incombenti in forza del diritto dell’Unione. L’art. 72 TFUE non giustifica l’omessa applicazione delle decisioni di ricollocazione, atteso che detta disposizione non può essere invocata a soli fini di prevenzione generale senza dimostrare un rapporto dire...
Corte di giustizia dell’Unione europea, terza sezione, sentenza 2 aprile 2020, cause riunite C 715/17, C 718/17 e C 719/17, Commissione c. Polonia

31/3/2020 - Italiana - Civile - Cassazione
Lo straniero, coniuge di un cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea e legalmente soggiornante in detto Paese, non può opporsi alla propria espulsione ex art. 13 TUI invocando la direttiva 2004/38 (e disciplina nazionale di attuazione) la quale si applica esclusivamente qualora egli accompagni o raggiunga il proprio coniuge in Italia.In una simile situazione, la circostanza che sia stata disposta l’espulsione ex art. 13 anziché l’intimazione di cui all’art. 5, co.7 bis e ter, TUI, integra una doglianza sulle modalità dell’espulsione che non inficia la legittimità del dec...
Corte di cassazione, sez. I civile, 31 marzo 2020, n. 7610

19/3/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1. L’art. 46, par. 3, dir. 2013/32 (c.d. “direttiva procedure”), letto alla luce dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali, non osta a che il diritto nazionale conferisca al giudice solo il potere di annullare e non anche di riformare le decisioni delle autorità amministrative competenti in materia di protezione internazionale. Occorre tuttavia che, chiamate a riesaminare la questione, dette autorità adottino una nuova decisione entro un termine breve e conformandosi alla valutazione contenuta nella sentenza di annullamento. Se, all’esito di un esame completo ed ex nunc di ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 19 marzo 2020, causa C-406/18, PG

16/3/2020 - Italiana - Penale - Cassazione
La disciplina dell’allontanamento del cittadino UE e la possibilità del suo reingresso è materia regolata non già dalla ordinaria normativa sugli stranieri di cui al TUI (alla quale fa espresso riferimento l’art. 183 bis disp. att. cod.proc.pen. in tema di «Esecuzione della misura di sicurezza dell’espulsione del cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea e dell’apolide») bensì dal diritto europeo (di cui alla direttiva comunitaria 2004/38/CDE) e dalle norme interne di attuazione (il d.lgs. n. 30 del 2007 richiamato espressamente dall’art. 183 ter disp. att. c...
Corte di cassazione, sez. I penale, 16 marzo 2020, n. 10297

27/2/2020 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 20 TFUE va interpretato nel senso che uno Stato membro non può respingere la domanda di ricongiungimento familiare di un cittadino di un Paese terzo, coniuge di un cittadino dell’Unione che è anche cittadino di detto Stato membro e che non ha mai esercitato la propria libertà di circolazione, per l’unico motivo che tale ultimo cittadino non possiede risorse economiche sufficienti ai sensi dell’art. 7, par. 1, lett. b) e par. 2 dir. 2004/38 e senza esaminare se sussiste tra i coniugi un rapporto di dipendenza tale per cui, in caso di diniego del diritto di soggiorno al cittadi...
Corte giustizia dell’Unione europea, sez. V, sentenza 27 febbraio 2020, causa C-836/18, Subdelegación del Gobierno en Ciudad Real

9/1/2020 - Italiana - Civile - Cassazione
Le disposizioni in materia di ricorso avverso il provvedimento di allontanamento adottato contro cittadini dell’Unione europea o i loro familiari (artt. 22 d.lgs. n. 30/2007 e 17 d.lgs. n. 150/2011) non prevedono una speciale legittimazione passiva del Prefetto, né questa può essere ricavata per analogia dalla previsione, di natura eccezionale, contenuta nell’art. 18 d.lgs. n. 150/2011 in relazione al procedimento di opposizione all’espulsione dei cittadini extra-UE; ne consegue che tale ricorso va proposto contro il Ministero dell’interno in persona del Ministro, unico legittimato p...
Corte di cassazione, sez. I civile, 9 gennaio 2020, n. 269

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
La nozione di “minaccia per l’ordine pubblico” di cui all’articolo 6, par. 1, lett. e) del codice frontiere Schengen non si riferisce esclusivamente a un comportamento individuale che rappresenta una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave per un interesse fondamentale della società dello Stato membro interessato. Detta disposizione pertanto non osta a una prassi nazionale in forza della quale le autorità competenti possono adottare una decisione di rimpatrio nei confronti di uno straniero non soggetto all’obbligo di visto presente sul territorio per un soggiorno di breve ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nella causa C-380/18, E.P. (Menace pour l’ordre public)

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
1. Non rientra nell’ambito d’applicazione della direttiva 2003/86 la domanda di ingresso e di soggiorno del familiare di un cittadino dell’Unione che non ha esercitato il proprio diritto di libera circolazione. La Corte di giustizia è nondimeno competente a pronunciarsi in via pregiudiziale sull’interpretazione dell’art. 6 della direttiva in detta situazione se tale disposizione è resa applicabile in modo diretto ed incondizionato dal diritto nazionale.2. La nozione di “minaccia per l’ordine pubblico” di cui all’art. 6, par. 1 e 2, della direttiva 2003/86 non si riferisce e...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nelle cause riunite C 381/18 e C 382/18, G.S. (Menace pour l’ordre public)

12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Gli Stati membri possono (ma non devono) autorizzare il ricongiungimento di membri della famiglia di un rifugiato diversi da quelli contemplati dall’art. 4, direttiva 2003/86/CE, perché incapaci di provvedere al proprio sostentamento a causa del loro stato di salute, purché (i) essi siano a carico dello straniero (art. 10, par. 2, direttiva) e (ii) l’accertamento di detti requisiti sia condotto tenendo conto della particolare situazione del rifugiato e all’esito di un esame individuale del caso di specie. L’espressione “a carico” ricomprende le situazioni in cui il rifugiato prov...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. V, sentenza 12 dicembre 2019 nella causa C-519/18, Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal (Regroupement familial - sœur de réfugié)