Indice di recerca: Unione europea - Accordi di associazione e di cooperazione

Sono state trovate 41 decisioni - pagina Pagina 1 di 5

7/8/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 7 della decisione n. 2/76, del 20 dicembre 1976, adottata dal Consiglio di associazione istituito dall’Accordo che crea un’associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia, deve essere interpretato nel senso che una misura di diritto nazionale, introdotta nel corso del periodo compreso tra il 20 dicembre 1976 e il 30 novembre 1980, che subordina il rilascio di un permesso di soggiorno a fini di ricongiungimento familiare a cittadini di Stati terzi, familiari di un lavoratore turco residente legalmente nello Stato membro interessato, al rilascio, a favore di tali c...
Corte di diustizia dell’Unione europea, sez. I, 7 agosto 2018, C 123/17

31/5/2018 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 26, paragrafo 1, del regolamento UE n. 604/2013 (che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide) osta a che lo Stato membro che abbia avanzato presso un altro Stato membro, ritenendolo competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale, una richiesta di presa o di ripresa in carico di una persona di cui all’articolo 18, paragrafo 1, del medesimo regolamento, adotti una decision...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. II, 31 maggio 2018, C 647/16

25/10/2017 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 29, paragrafo 2, del regolamento UE n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, deve essere interpretato nel senso che, se il trasferimento non è eseguito nel termine di sei mesi definito all’articolo 29, paragrafi 1 e 2, di tale regolamento, la competenza passa automaticamente allo Stato membro richiedente, senza che si...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sez., 25 ottobre 2017, n. C 201/16

29/3/2017 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’accordo di associazione CEE/Turchia dev’essere interpretato nel senso che l’obiettivo di conseguire un’efficace gestione dei flussi migratori può costituire un motivo imperativo di interesse generale che consenta ad uno Stato membro (nella fattispecie la Germania) di giustificare una misura nazionale, introdotta dopo l’entrata in vigore dell’Accordo, che impone ai cittadini di Stati terzi di età inferiore a 16 anni l’obbligo di possedere un permesso di soggiorno per l’ingresso e il soggiorno in tale Stato membro.Una siffatta misura non è tuttavia proporzionata rispetto all...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, 29 marzo 2017, n. C‑652/15

12/4/2016 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Una misura nazionale, come quella prevista dall’ordinamento danese, che subordina il ricongiungimento familiare tra un lavoratore turco residente legalmente nello Stato membro considerato e suo figlio minore alla condizione che quest’ultimo abbia instaurato o abbia la possibilità di instaurare con tale Stato membro un legame sufficiente a consentirgli un’integrazione riuscita, laddove il figlio in questione e l’altro genitore risiedono nello Stato di origine o in un altro Stato e la domanda di ricongiungimento familiare sia presentata dopo due anni dalla data in cui il genitore reside...
CGUE, grande sez., C 561/14, Caner Genc c. Integrationsministeriet, sent. del 12 aprile 2016

19/11/2015 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
I principi di non discriminazione e della parità di trattamento, enunciati all’art. 2 dell’accordo tra la Ue e i suoi Stati membri, da una parte, e la Svizzera, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone, firmato a Lussemburgo il 21.6.1999, e all’art. 9 dell’allegato I di tale accordo, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una convenzione bilaterale volta a prevenire la doppia imposizione, come la convenzione dell’11.8.1971 tra la Svizzera e la Germania, come modificata dal protocollo di revisione del 12.3.2002, in forza della quale la competenza ad a...
CGUE, sez. III, C 241/14, Roman Bukovansky c. Finanzamt Lörrach, sent. del 19 novembre 2015

12/11/2014 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 12, par. 3, del regolamento (CE) n. 2201/2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, deve essere interpretato nel senso che esso consente, ai fini di un procedimento in materia di responsabilità genitoriale, di fondare la competenza di un giudice di uno Stato membro diverso dallo Stato di residenza abituale del minore pur se dinanzi al giudice prescelto non è pendente alcun altro procedimento. L’art. 12, par. 3, lett. b), del reg. n. 2201/2003 deve essere interpretato nel ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, sent. del 12 novembre 2014

10/7/2014 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 41, par. 1, del protocollo addizionale, firmato il 23 novembre 1970 a Bruxelles e concluso, approvato e confermato a nome della Comunità economica europea con il regolamento (CEE) n. 2760/72, per la conclusione del protocollo addizionale e del protocollo finanziario, firmati il 23 novembre 1970 e allegati all’accordo che crea un’Associazione tra la CEE e la Turchia, e relativo ai provvedimenti da prendere per la loro entrata in vigore, dev’essere interpretato nel senso che la clausola di standstill enunciata in tale disposizione osta a una misura di diritto interno, introdotta ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. II, sent. del 10 luglio 2014

6/5/2014 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
È annullata la direttiva 2011/82/UE, intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni su alcune infrazioni in materia di sicurezza stradale (tra cui, ad es., l’eccesso di velocità, il mancato uso della cintura di sicurezza, il mancato arresto davanti a un semaforo rosso, la guida in stato di ebbrezza, ecc.). Infatti, in base alle sue finalità e al suo contenuto, la direttiva 2011/82 costituisce una misura atta a migliorare la sicurezza dei trasporti, ai sensi dell’art. 91, par. 1, lett. c), TFUE, pertanto essa doveva essere adottata in base a tale disposizione e non, come...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sez., sent. del 6 maggio 2014

7/11/2013 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’art. 13 della decisione n. 1/80, del 19 settembre 1980, relativa allo sviluppo dell’associazione, adottata dal Consiglio di associazione istituito dall’Accordo che crea un’associazione tra la CEE e la Turchia, deve essere interpretato nel senso che, qualora una misura di uno Stato membro ospitante intenda definire i criteri di regolarità della situazione dei cittadini turchi, adottando o modificando le condizioni sostanziali e/o procedurali in materia d’ingresso, di soggiorno e, eventualmente, di impiego, di tali cittadini nel suo territorio, e qualora tali condizioni costituiscan...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. II, sent. del 7 novembre 2013