Agenzia dell’Unione europea per l’asilo
10 settembre 2026
Nota di sintesi
Secondo la Mid-Year Review 2026 dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), tra gennaio e giugno 2026 i Paesi UE+ — Stati membri, Norvegia e Svizzera — hanno ricevuto circa 332.000 domande di protezione internazionale, il 17% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Escludendo gli anni segnati dalla pandemia, è il livello più basso per un primo semestre dal 2019. La diminuzione riguarda soprattutto le domande di cittadini venezuelani e siriani, ma non è uniforme: quelle presentate da cittadini di altri Paesi, tra cui Bangladesh e Sudan, sono aumentate.
Gli afghani restano il gruppo più numeroso, con circa 39.000 domande, seguiti dai venezuelani (33.000) e dai bangladesi (20.000). La Francia è il primo Paese di destinazione con circa 69.000 domande, seguita dall’Italia con 66.000; Spagna e Germania ne hanno ricevute circa 55.000 ciascuna. Questi quattro Paesi concentrano quasi tre quarti delle domande presentate nell’UE+.
Il tasso di riconoscimento in prima istanza dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria è pari al 31%. Alla fine di giugno risultavano ancora pendenti circa 770.000 procedimenti in prima istanza, l’8% in meno rispetto a un anno prima; tuttavia è cresciuta la quota dei casi in attesa da oltre sei mesi. Considerando anche i gradi successivi, l’EUAA stima 1,18 milioni di procedimenti pendenti.
Il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo ha iniziato ad applicarsi il 12 giugno 2026. L’EUAA avverte che i dati del semestre descrivono sostanzialmente la situazione precedente alla sua attuazione: il calo delle domande non può quindi essere attribuito agli effetti del Patto.