Decreto flussi: domande dal 27 marzo anche nei settori meccanica, telecomunicazioni, alimentare e cantieristica navale; per tutti la preliminare verifica di indisponibilità di lavoratori in Italia.

Redazione
1 febbraio 2023


 
Oltre la dimensione quantitativa delle nuove quote d’ingresso fissate dal decreto flussi adottato con DPCM del 29 dicembre 2022 (82.705 unità rispetto alle 69.700 del DPCM 21 dicembre 2021) si segnalano altri significativi discostamenti rispetto all’ultimo decreto del Governo Draghi. In particolare, l’estensione dei settori lavorativi nei quali impiegare i nuovi lavoratori ammessi in Italia: oltre ai già previsti settori dell'autotrasporto merci per conto terzi, edilizia e turistico-alberghiero il Governo Meloni ha integrato lo scarno elenco con meccanica, telecomunicazioni, alimentare e cantieristica navale; pressoché immutata la lista dei Paesi di appartenenza dei lavoratori in quanto a quelli già elencati nel precedente decreto si aggiungono Georgia e Perù (Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d'Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco,...
 
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