I corridoi umanitari, possibile alternativa di ingresso legale in Italia.

Lucrezia Colmayer
Sapienza Università di Roma, Master di II livello in Tutela internazionale dei diritti umani

Michela Signorini
Vice prefetto, Commissione nazionale per il diritto d’asilo


 
Terminato il primo esperimento, portato avanti tra il 2015 e 2016, che ha visto l’ingresso in Italia di 500 rifugiati siriani, lo scorso 12 gennaio è stato firmato al Viminale un nuovo Protocollo d’intesa che permetterà l’arrivo in Italia di 500 profughi eritrei, somali e sudanesi. A siglare il Protocollo sono stati quattro soggetti: la Conferenza Episcopale Italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes) e la Comunità di Sant’Egidio, come promotori del progetto; il sottosegretario all’Interno con delega alle politiche dell’immigrazione e il direttore delle Politiche migratorie della Farnesina, per lo Stato Italiano. Proseguirà dunque il progetto “corridoi umanitari”, iniziato nel dicembre 2015 e finanziato dalla Comunità di Sant’Egidio, Tavola Valdese, Confederazione delle Chiese Evangeliche, con la collaborazione del Ministero dell’interno e del Ministero degli esteri (MAECI). La finalità dei corridoi umanitari è riassunta...
 
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